Blog e dintorni: parliamo di noi...
.. che ci piace tanto.
Anche perchè, in caso contrario, c'è il rischio che non lo faccia nessuno. Dal 23 al 25 settembre a San Patrignano si terrà la manifestazione Squisito, all'interno della quale è previsto un (speriamo ampio e articolato) dibattito proprio sul modo di fare giornalismo nei blog.
Tale evento dovrebbe segnare tra l'altro il debutto ufficiale delle attività pubbliche della Wine Blog Association (versione 2.0), come spiega anche l'amico Franco Ziliani.
Io non ci sarò (anche se mi dispiace), per motivi personali - che vi risparmio - e oggettivi - leggi: impegni di lavoro presi già da mesi. Da maggio, per la precisione.
Tuttavia, in questi giorni di ferie e di convulsi accadimenti anche nel mondo del vino, su cui tanto ci sarebbe da riflettere ma per i quali come al solito non ci lasciano il tempo per farlo - così chissà quante cavolate verranno fuori, da decisioni affrettate e azioni frettolose... - , consiglio la lettura di questo articolo. Come contributo al dibattito.
A me è piaciuto, e mi trova anche parzialmente - ripeto: parzialmente. Significa "non del tutto" - d'accordo.
Ma soprattutto è scritto bene, il che non guasta.
Commenti
Mah, l'ho letto anch'io Elisabetta ma, mi chiedo, non è che a volte, quando non si riesce a "star dietro" a una cosa, si preferisce denigrarla almeno ci si sente meno "in colpa" ? Intendiamoci, io apprezzo moltissimo il lavoro di Porthos ma in questo caso non mi trovo del tutto d'accordo con Onepablo. Se ci pensi, tra l'altro, il mondo dei blog non nasce certo con il mondo giornalistico ma come moto spontaneo che sale dal basso o dal bassissimo. Sono i giornalisti, semai, che colta la potenza del mezzo, hanno cominciato a fare la corsa ad utilizzarlo, e meno male aggiungo. Se domani poi, Porthos se ne uscisse con un suo blog, guarda, ne sarei ben felice.
Postato da : Filippo Ronco | 25.07.06 00:41
Lizzy, ti ringrazio per la segnalazione porthosiana, che rischiavo di perdere; una lettura irritante come poche, piena di vecchissime confusioni tra blog e giornalismo. Sarebbe interessante discuterne.
Postato da : Fiorenzo | 25.07.06 09:40
Appunto: parliamone.
Fil, anche a me piacerebbe che Porthos aprisse un suo blog, ma al momento ho poche speranze, non mi pare che il mezzo sia nelle loro "corde".
Fiorenzo, sulle confusioni tra blog e giornalismo - anzi: su cosa è, o dovrebbe essere il giornalismo, specie quello specializzato, almeno in Italia - ci sarebbe da scrivere un'enciclopedia.
Io sono d'accordo con chi dice che la semplicità e l'immediatezza dell'utilizzo di un mezzo - come il blog - non deve, non può giustificare il parlarsi addosso, il vuoto pneumatico mentale, la ripetizione ossessiva di luoghi comuni. Soprattutto non può, non deve sostituirsi alla comunicazione diretta,all'impegno personale e responsabile, all''incontro ravvicinato di terzo tipo'. Detto questo, ognuno è libero - entro i consueti limiti - di dire/scrivere quello che vuole: solo, non pretenda di essere trattato alla stregua di un premio Pulitzer o di un Nobel della letteratura solo perchè la tecnologia gli ha messo a disposizione un medium di così facile fruizione generale come il blog.
Come al solito, probabilmente è solo una questione di tempo: ora è scoppiata la moda, quando la novità comincerà a stancare resteranno attivi solo quei blog con una qualche ragione d'essere, personale o professionale che sia. Che ci si creda o no, e voi due che siete blogger lo sapete meglio di me - aprire un blog è un impegno. Per questo ho esistato tanto a farmene uno. Chi prende il blog come un passatempo, un divertente giochetto, prima o poi passerà a qualcosa di più nuovo ed eccitante. E forse resteranno on line quei pochi (o molti) che invece fin da subito hanno considerato questo mezzo come una nuova, formidabile opportunità di comunicazione/informazione.
L.
Postato da : Lizzy | 25.07.06 10:45
Ma tante cose giuste le ha scritte l'amico Onepablo. Una su tutte la necessità per la stampa specializzata di differenziarsi sulla base della qualità (quanto è importante e allo stesso tempo inflazionato questo termine !). Hai ragione anche tu Elisabetta. Portare avanti un blog è un impegno durissimo in termini di tempo e di fatica, meglio pensarci bene prima di aprirne uno. E' vero anche che spesso si cade nel banale o nel luogo comune pur se in ogni modo si cerca di rifuggirlo ma, sai, stiamo ancora tutti imparando a bloggare qui in Italia, o quasi.
Piuttosto, ricordi il mio spunto di riflessione al meeting ? E' normale l'effetto "pecora" del mondo blog secondo il quale a cicli regolari, esiste "l'argomento" di cui si sta parlando oppure troveresti più utile che ogni blog seguisse una sua linea, indipendentemente - ma anche avulsamente - dal contesto in cui si trova ? Ne guadagnerebbe certamente in originalità ma non ne perderebbe forse in attualità ? E ancora, questa è una problematica da blogger gioranlista o da blogger tout court ?
Postato da : Filippo Ronco | 25.07.06 11:00
La circolarità è insita nella natura dei blog: guarda quelli del wine & food, poco o tanto siamo tutti linkati tra noi. Quindi è quasi inevitabile che quando uno comincia a riflettere su una cosa, prima o poi gli altri si accodino e/o dicano la loro. Entro certi limiti, queste riflessioni corali sono un bene. Quanto all'attualità, è un problema del giornalismo-mestiere; il limite dei mezzi tradizionali è che non possono permettersi, a meno che nel frattempo non siano intervenuti fatti nuovi, di riprendere argomenti o notizie già trattati. La grande forza del blog è che invece può farlo: se ritengo che un argomento sia ancora interessante e/o non sia stato ben sviscerato, lo riprendo. Anche se è vecchio di un mese, o di un anno:chissenefrega? sono riflessioni mie. Almeno, io un blog lo intendo così: uno spazio di approfondimento anche svincolato dall'attualità quotidiana. L'importante è che il soggetto trattato sia comunque interessante.
L.
Postato da : Lizzy | 25.07.06 12:42
Quando i fratelli Lumière presentarono "Arroseur er arrosè", il loro primo cortometraggio, anzi il primo cortometraggio della storia, furono sommersi per anni e anni da un coro di accese critiche provenienti dal mondo della fotografia e del teatro. Il cinema, secondo costoro, non aveva futuro. Anche quando Apple inventò il primo personal computer, minacciando l'industria dei mainframe, ovvero il monopolio di IBM, ci furono molti che giudicarono il PC una moda passeggera. Ogni invenzione, come ogni nuova forma di comunicazione, sono accolte nel medesimo modo dall'aristocrazia del momento: del resto, come amano dire negli USA, avete mai visto dei tacchini che vogliano anticipare il Natale?
Postato da : Giampiero alias Aristide | 25.07.06 22:14
Premesso che ognuno il suo blog lo gestisce come vuole e poi sarà il mercato (in questo caso Internet e gli utenti) a decretarne fine o successo o semplice indifferenza, sto avviando i blog corporate di varie aziende. Si stupiscono quando gli dico che con 5 mila all'anno hanno il blog, ma poi gliene servono 25 mila per mandarlo avanti. Tendono tutti a scordarsi che le ore di lavoro di chi scrive, hanno un valore...
Scrivo in termini professionali su tre blog/siti (uno in forma anonima), per passione su altri due, per divertimento su altre tre.
Ogni post, mi costa un'ora almeno, anche se a volte sono solo 4 righe.
Sul blog di html.it ci sono 5 mila visitatori unici al giorno (45 mila sul forum). Se scrivi una parola di troppo, è flame (lite) dopo tre secondi. In qualunque modo scrivi, c'è sempre qualcuno che la intende come vuole lui.
Insomma. Un blog è un impegno. Duro. Sia in termini personali, sia in termini aziendali, se si tratta di un blog corporate.
E bisognerebbe ancora parlare della sperimentazione della forma dello scritto, della reponsabilità della comunicazione, del potere di rappresentanza aziendale....
Vabbè, scusate, non volevo annoiare. Torniamo al vino, che forse è meglio?
Filippo, lo porti tu? :-)
Postato da : fradefra | 28.07.06 18:11