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Diritto di tappo: quando una bottiglia è meglio

L'abitudine non è ancora molto diffusa tra i ristoratori ma, come voi sapete, per aggirare/risolvere più o meno parzialmente il problema del caro-vino al ristorante - o del rischio-perdita-punti-della-patente - sono stati adottati vari sistemi.

C'è chi propone di portarsi la bottiglia non finita a casa, chi ti offre il vino al bicchiere (una scelta sempre più gettonata, sebbene non è detto che tutti i vini proposti sulla carta vini poi siano effettivamente disponibili quando li chiedi. Se sei particolarmente sfortunato infatti, può capitarti di volere proprio quel vino che quel giorno non è servito alla mescita. Ma questo è un altro discorso).

E c'è il famoso "diritto di tappo". Funziona così: tu scegli il ristorante, scegli il menù, ma ti accordi con il ristoratore: "Il vino lo porto io, le spiace?". No, figuriamoci. Faccia come se fosse a casa sua. Soltanto, le verrà messo in conto il "diritto di tappo", ovvero la stappatura, il servizio e il lavaggio dei bicchieri, insomma quel che serve.

E qui ti voglio. Quanto costa 'sto benedetto "diritto"?
C'è chi ha pagato 10 euro. A bottiglia.
Ora, dico io: non conveniva per caso aggiungerne un altro paio e comprarsi la bottiglia direttamente?
Il punto però è un altro: in base a cosa si decide quanto deve costare questo "diritto di tappo"?
Illuminatemi se potete, non ho molta pratica di ristoranti. Quando ci vado - per mia fortuna - sono sempre ospite di qualcuno. Ma il giorno che decidessi di invitare io, mi piacerebbe avere un preventivo della spesa...
Così faccio un giro presso banche e/o istituti di credito e vado a cercarmi il mutuo più conveniente.

Commenti

Vorrei anch'io capire con quale logica viene quantificato il diritto di tappo anche perchè mi crea un tale disagio che alla fine non lo applico mai.
Fortunatamente mi succede di rado!!!!!! e quando succede preferisco bere un bicchiere con il cliente!!!!
ciao susy

La soluzione all'annoso problema, noi l'abbiamo affrontata così: facciamo delle mezze bottiglie che costano l'esatta metà delle bottiglie da 750 ml. Questo, in teoria, darebbe la possibilità al cliente di bere lo stesso vino all'esatta metà del prezzo. Dico teoricamente perché poi mi è già capitato di vederle in vendita a più della metà dell'altra bottiglia. Il che mi fa un po arrabbiare, visto che per tenere metà prezzo ci rimettiamo noi qualcosa (due tappi, due bottiglie, due etichette, due capsule, più laboriosa, ecc.) per dare un servizio al cliente finale, poi vanificato se me lo metti in vendita alla meà + qualcosa.
Per quanto riguarda il diritto di tappo a € 10, beh, quello credo che fosse l'importo che il ristoratore credeva giusto guadagnare sulla boccia, che l'abbia venduta lui oppure no...

Il "Diritto di Tappo" di cui non sapevo la definizione, è usato e definito all'estero con una sigla che ha anche molto successo: BYOB. Bring your own bottle. Molti ristoranti attaccano questo adesivo sulla porta di ingresso e sai che puoi fare come a casa tua.
Di solito, i costo del "servizio" dipende dal livello del ristorante e dal vino aperto. E' nato infatti perche qualche riccone collezionista aveva delle bottiglie di valore in casa, ma non voleva sprecarle con la misera cucina della moglie come abbinamento e in modo elegante superato il problema proponendo al proprio ristoratore-amico di poter aprire il tal vino da lui. riconoscendogli quindi solo una mancia e forse un assaggio.
Questa cosa poi si è sviluppata ed è diventata un modo di far venire piu clienti nel locale.. Insomma un business.
Diciamo che vale la pena farlo solo se si porta una buona bottiglia, magari comprata in enoteca e lasciata per una buona occasione. Un ristorante di buona immagine e livello secondo me dovrebbe chiedere dai 5 ai 7/8 euro per bottiglie di valore dai 15 ai 30 euro (prezzo di enoteca). In caso di bottiglie più importanti, dovrebbe dare bicchieri particolari, decanter, termometro di servizio e abbinamento adeguato magari chiedendo qualche euro in piu sul tappo.. Ma lo fanno davvero cosi?

Personalmente, non mi è mai capitato di aver a che fare con questo "diritto", perchè quando vado in un ristorante solitamente sono in compagnia di persone del settore vino, e uno dei nostri divertimenti consiste proprio nel vedere "cosa offre la casa". Se poi la casa in questione è il Giardino delle Esperidi di Susy, non c'è storia, perchè ha una delle migliori carte-vini d'Italia. Anzi, "la" migliore, e basta, almeno per me (e per un sacco di altra gente). Il problema si pone quando ad andare a pranzo /cena sono degli addetti ai lavori (leggi enologi/produttori) che vogliono, appunto, poco o tanto, continuare a "lavorare" confrontando più vini tra loro (ciascuno porta il suo), e pasteggiando al tempo stesso. Anch'io troverei giusto pagare il "lavoro" che tocca al ristoratore in fatto di servizio bicchieri, decanter (mai visto usarne uno...!), stappatura ecc. Però non credo che tutti i clienti che ti capitano nel locale chiedano di poter usufruire di questo servizio, anzi molta gente ignora che sia possibile (chiederlo, intendo, non ottenerlo). E allora perchè farlo pesare così? trovo poi ingiusto applicare una tariffa a seconda del "valore" del vino: cosa sai, tu ristoratore, di quanto costa quella bottiglia? Lo chiedi al cliente? valuti a occhio? pensi a quanto hai speso per quella etichetta? No. A mio avviso, questo "diritto" non dovrebbe venire a costare più di cinque euro. Signori, sono le quasi diecimila lire di una volta (!!). Se cominciamo a voler far business anche su questi dettagli, cosa dobbiamo aspettarci di trovare in conto, la prossima volta? La vista panoramica del locale? Le tovaglie di Fiandra? Il sorriso del sommelier...?

Lizzy ti ringrazio ma non
esagerate . Ho ancora per fortuna tanta strada da percorrere altrimenti sai che noia.....
Per quel che riguarda il diritto di tappo proviamo a vederla anche dal lato ristoratori.
le esigenze di mercato hanno fatto si che molti ristoratori abbiano dovuto adeguarsi investendo sia in vini che in bicchieri etc .
Ora che diventi una abitudine portarsi la bottiglia da casa non lo trovo nemmeno cosi' giusto.
Anche perchè ti assicuro che non tutti i clienti sono cosi' educati da chiederlo.
A me spesso succede con le torte cosa dovrei fare mettere il diritto di vassoio??????
Vi assicuro è un grande disagio.
ciao susy

Ah, ah, ah!
Questa della torta mi mancava. Seriamente: chiedere a te il "diritto di vassoio" mi pare un insulto. No, dico, ma..hanno mai assaggiato i tuoi dolci?? Per quanto sia buona la "torta della mamma" o della nonna, della suocera, della zia, non sarà mai all'altezza dei tuoi dessert. Comunque sono d'accordo con te. Come al solito, occorrono moderazione, buon gusto, buon senso. Non credo però che siano in molti a portarsi il vino da casa, perciò per quelle poche volte che succede, sarebbe carino che il ristoratore di turno non se ne approfittasse...


E' vero, non deve essere un business. Ma all'estero l'incidenza del vino sul conto finale supera medeiamente e abbondantemente il 50% del valore. Ecco perchè all'estero funziona. Insomma vai al ristorante con una bottiglia buona, comprata in enoteca mediamente a metà del valore posto sulla carta del ristorante, vuol dire poter permettersi una cena in piu, fare la figura dell'intenditore e togliersi la soddisfazione di scegliere con calma a seconda dell'atmosphera da dare alla cena stessa.. Penso siano questi i motivi che lo fanno funzionare all'estero..
Il business per il ristoratore deve essere soltanto quello che questo servizio può incrementare il numero di coperti x day, niente altro..
Antonio

Allora noi italiani siamo proprio un popolo strano.
Perchè se, come dici tu Antonio, all'estero il BYOB funziona solo perchè il ricarico sul vino è mediamente del 50%, com'è che da noi, dove il ricarico sulla bottiglia varia dal 50 al 300 per cento, questo servizio è così poco diffuso/richiesto??
Si vede che preferiamo lamentarci: "Sai, abbiamo mangiato e bevuto bene, ma accidenti! quanto costa il vino al ristorante!!"

Il discorso secondo me è questo. Un ristorante deve campare sul cibo, non sul vino. Il vino è un accessorio per il ristorante e quando diviene la sua prima fonte di reddito c'è qualcosa che non funziona. Ragionando così, che il vino se lo porti il cliente da casa o lo prenda nel nostro ristorante, poco importa perché il nostro guadagno verrà principalmente dal cibo.

Anche il diritto di tappo, di conseguenza, avrà un rilievo marginale e potrà o avere un prezzo fisso (il costo del servizio a mio avviso dovrebbe essere uguale per tutti i vini e non variare in base al tipo di vino) oppure essere gratuito e, come dice bene Susanna, concretizzarsi nel calice bevuto insieme al tavolo (quando l'occasione merita).

scusate, ma non ho capito bene antonio dice che all'estero il costo del vino incide circa 50% del conto,
tu lizzy parli di 50% di ricarico o sbaglio????
Se fosse vero perchè fare la fatica di portarsi la bottiglia???
Da me funziona diversamente
sono io che dò in un bel sacchetto la bottiglia da portarsi a casa con 2 risultati:
i clienti sono felici ed io
+ di loro perchè ho un peso in - per la discarica.....
A parte gli scherzi sembra tutto semplice ma non lo è
l unica chance che abbiamo è cercare di usare il buonsenso o no????
ciao susy

Susy,
il BYOB nasce con le motivazioni di cui parla Antonio: per trovare una cucina degna della bottiglia importante che già si possiede. Metti che mi regalino un costosissimo Chateau Lafite (non mi è ancora successo, ma non si sa mai...); non puoi mica aprirlo su due spaghettini al pesto! Allora vengo da te, mi consigli il piatto più appropriato e poi...ce lo gustiamo insieme. E tu mi dici cosa ti devo, del piatto e del servizio.
Per tutto il resto, sono d'accordo con te: meglio prendere la bottiglia al ristorante, e portarsela a casa se non la si finisce.
Come souvenir della serata!

Lizzy tu porta Lafite al resto penso io.....
e non mi devi niente....
ciao

...ehm...il Lafite l'ho appena terminato...(come dicono certi ristoratori ;-)
...però ho un ottimo Porto Vintage 1999 della Quinta do Crasto...
dimmi quando lo vuoi assaggiare che te lo porto, e magari lo condividiamo anche con qualche amico dei nostri...!
ciao!

Lizzy stasera ho pensato ai
ns dicorsi quando sono arrivate 3 persone con una torta....
millefoglie di Perbellini appena fatta!!!!
è successo l' inerso io ho
mangiato la loro torta e loro hanno bevuto i miei vini ah ah ah !!!
questo si è un bel lavorare!
Chissà domani sera cosa mi succederà, magari ci vediamo!!!!ciao susy

ah.... questi ristoratori con le loro carte fantasma!!!! altro bel argomento.....
per Lafite dont' worry non
è in carta ma nella mia cantina si basta decidere...
ieri sera ho pensato ai ns bei discorsi quando 3 clienti sono arrivati con una torta...
millefoglie di perbellini appena fatta..risultato:
io ho mangiato la loro torta e loro han bevuto i miei vini...che vitaccia con sti
clienti!!!!!!!
buon week a tutti il mio sarà di fuoco!!!
ciao susy

Ma lo sai che potrebbe diventare un plus del tuo locale?? metti fuori un cartello: "Qui potete portare le Vostre torte. Dimostratemi che sono migliori dei nostri dessert e noi vi offriremo un calice in abbinamento". E' ovvio che per "dimostrare" la bontà dei dessert altrui devono farteli assaggiare...e se non è un Perbellini puoi sempre mettere in conto "diritto di vassoio" e vino!

Frainteso!! All'estero, se spendi 100$ di cena, 50$ sono spesi in vino.. questo intendevo..

Ho sentito parlare del diritto di tappo da mio papà, ma non l'ho mai visto applicare in concreto. Anzi più volte mi è capitato presso alcuni ristoratori di chiedere se usano questo metodo di consumo del vino, e mi sono sentito ridere in faccia, nel senso che non sanno neppure che esista. A questo punto cosa succede se vado in un ristorante che non lo pratica e mi porto una bottiglia, chiedendo di stapparla? Probabilmente finisco la serata in questura??!

luca
con una domanda cosi' lo meriteresti!!!
una ristoratrice.

Una volta ho portato al ristorante una bottiglia di gran valore, premiata con medaglia d'oro ad un concorso internazionale. Ho chiesto al ristoratore se dopo gli altri vini che avrei da lui comunque acquistato durante il pranzo (una decina di bottiglie) mi avrebbe permesso di aprirla, per farlo assaggiare agli ospiti ed anche amichevolmente a lui. Non me l'ha permesso. Non sono più tornato in quel ristorante e sconsiglio vivamente i miei amici dal farlo. Più che di diritto di tappo si dovrebbe parlare di cortesia, che alcuni "osti della malora" non sanno nemmeno dove sta di casa. E' vero che il cliente spesso è un vero mostro, ma non credo di esserlo stato in quell'occasione, perchè il tono della conversazione è sempre stato molto gentile da entrambe le parti e le centinaia di euro con cui ho pagato quel conto erano ancora più gentili delle parole.
Ma si sa, a volte in piccole trattorie alla buona si trova più gentilezza ed ospitalità che in molti ristoranti cosiddetti di lusso. Ed è questo che fa tornare un cliente e fa trovare altri clienti.
La cortesia, più che un diritto, è un dovere.

Susanna, non ti conosco e non conosco il tuo ristorante, però mi piace il tuo modo di porti.

Sono in giro per l'Italia tutti i giorni per lavoro e in vita mia ho mangiato in migliaia di ristoranti, di tutti i livelli (e per altro, un Lafite mi è stato regalato qualche anno fa da mia madre).

Posso dire, però, che ben pochi sono i ristoranti dove puoi sul serio portarti una tua bottiglia, pagando anche 15 euro, non solo 5, e non vederti guardar male, se non avere addirittura un rifiuto. Tanto che ho smesso di farlo. Ero stufo di vedermi trattato come uno che non ha i soldi per pagarsi una bottiglia di vino da gente che evidentemente pensava che la bottiglia che mi portavo dietro fosse un regalo (ed invece spesso costava ben più della cena).

Guardando certi menu, inoltre, la sensazione che sul vino il ristorante guadagni più che sul cibo, è fortissima. Il che motiva solo in parte quel certo sorrisetto di traverso.

Signori,
abbiamo deciso: dai primi di settembre mese di prova per il BYOB nel nostro locale a Pistoia. Vi tengo aggiornati sugli eventi.
La decisione è venuta da ieri sera.. cena di lavoro da un collega amico, una bottiglia portata da casa per l'assaggio, ed era cattivissima...!! il collega dispiaciuto (!!) ha aperto una bottiglia di simile provenienza e uvaggio e ce l'ha offerta..
Non dovevamo pagargli il diritto di tappo?? E' venuto da sè..Almeno 10 euro dovevamo darglieli.. gli abbiamo parlato del "tappo da pagare" e lui ha accettato!
Siamo davvero sicuri che restare sempre (o quasi) sulle posizioni più comode e senza rischi sia la soluzione migliore..?! vi farò sapere..
Ehm.. FRADEFRA, per quella bottiglia di Lafite che porti in macchina, niente tappo da pagare offre la casa!!
Antonio

Bravo Antonio! Di tanto in tanto tienici informati su come procede l'esperimento. Tieni presente però che forse un mese è poco, per far conoscere questo servizio. Datti più tempo.
Francesco: il Giardino delle Esperidi di Susy è un locale che fa onore al suo nome. Un giardino di delizie. Se sei nel Veronese,a Bardolino, sul Lago di Garda, vai a provarlo. Fatti riconoscere, magari. E' un'esperienza che vale la pena fare, e lasciati pure consigliare da Susy: gradimento e soddisfazione garantiti!!

Guarda cosa ne dice l'amico Giampiero di Aristide: http://www.aristide.biz/2006/04/delizie_pasqual.html

Lizzy

Ahhhhhhhh! Veronese? Grazie Lizzy :-)
Copertina75, co-blogger su maisazi e mia convivente (urca, che brutta espressione), è di Lonigo.
Alla prima occasione che andiamo a trovare i suoi, passiamo di sicuro
Susanna, aspettaci :-)

Antonio, ottima decisione e complimenti per il coraggio. Fammi avere qualche indicazione più precisa e pubblico la notizia. A gratis, come si conviene per tutte le belle cose!


Lizzy, il tuo blog mi piace sempre di più. Ti spiace se passo tutti i giorni? A che ora è previsto l'happy hour? Disturbo?
Ciaoo

Fra, sono lusingatissima della tua attenzione!
passa quando vuoi, la porta è sempre aperta, anche se magari in quel momento ti sembra che non ci sia nessuno perchè io sono in un'altra stanza. Succede anche a casa mia (quella reale): sono sempre dalla porta opposta di quella in cui squilla il telefono, suona il campanello, mi chiamano, mi cercano...
c'est ma vie!

Lizzy

Fradera hai ragione brutta espressione prova con LA MIA
SIGNORA....te lo dice una con 25 anni di convivenza
strafelici.....
Con me ha funzionato...
a risentirci susy

A me a Bologna, anche chiesto con tutto il garbo del mondo, mi è stato rifiutato di aprire una bottiglia di vino portata da me. Hanno detto che dal punto di vista fiscale era illegale. Si trattava di un caso eccezionale (in genere compro il vino al ristorante) sono rimasto molto deluso. Ma sarà vero che è illegale portarsi il vino da casa ?

Boh. Questa dell'illegalità è la prima che sento! che problema c'è? non conteggiano il vino e basta. Allora anche mangiare al ristorante una caramella portata da casa diventerebbe illegale! diciamo piuttosto che il BYOB è un'abitudine che va contro gli interessi dei ristoratori, e questo si può capire, specie di questi tempi. Tuttavia un po' di elasticità farebbe contento il cliente e lo fidelizzerebbe...ma questi sono ragionamenti a lungo termine cui in genere i nostri non sono abituati.

Sono capitato per caso su questo post mentre cercavo BYOB su Google.
Io conosco solo un posto dove lo fanno, è da Amerigo, ristorante a Savigno in provincia di Bologna. E lo fanno senza chiedere alcun diritto. Bella idea, anche se non l'ho mai sfruttata...

Ciao sono un giovane ristoratore di una piccola locanda familiare e vi dico che non conoscendo il problema del diritto di tappo ci sono rimasto male quando un cliente non avendomi avvisato prima mi apre in tavola una bottiglia di vino (marca tipo Coop)
E a fine pasto mette sul tavolo albicocche pesche e una torta
Io non sapendo niente ho lasciato perdere, ma io che ci sto a fare se tutti si comportano cosi io chiudo serranda.
Faccio pagare anche il diritto lavaggio pesche? :-)
La prossima volta comunque qualcosa gli prendo.
Ciao

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