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Il Valpolicella Ripasso è un vino (anche) da bag in box. Come il Tavernello.

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Certo che nella Valpolicella Classica (dove l'aggettivo "classico" sta per "zona originaria di produzione") hanno un concetto ben strano di promozione del vino di qualità.
La foto che vedete è di una confezione in vendita nel Nord Europa. Anche l'imbottigliatore è estero (tedesco o svedese)

Il vino però è valpolicellese a denominazione d'origine controllata (si fa per dire).

Può la cantina in questione - ovvero la vinicola La Castellana, di Marano di Valpolicella - vendere del vino Valpolicella Ripasso sfuso a un cliente estero? Sì che può, l'attuale disciplinare glielo consente. Può il cliente straniero mettere in bag - in- box un vino italiano a denominazione d'origine controllata (si fa per dire)? Purtroppo sì. Il Ripasso non rientra fra le denominazioni riconosciute dall'UE. E' diventato marchio collettivo solo qualche mese fa, in mano alla Camera di Commercio di Verona, e non tutti i paesi lo riconoscono come marchio protetto.
La Valpolicella è in provincia di Verona, Italia. Che gliene frega al cliente straniero delle leggi italiane? Lui vende all'estero. E il Valpolicella Ripasso piace sempre di più, così lui fa dei bei soldi, l'azienda che gli vende il vino -e che continuerà a venderglielo - anche, e sono tutti contenti. E così, per qualche cisterna venduta a cuor leggero (o con consapevole cinismo: money is money!) si mandano al diavolo anni di lavoro per costruire e promuovere l'immagine di un territorio e dei suoi vini e l'impegno e gli sforzi di tanti produttori onesti e responsabili.

Perciò, cari i miei eno-snob, smettetela di criticare il Tavernello.

Con un po' di pazienza, dentro ai brik ci troveremo pure Valpolicella Ripasso e il suo fratellone maggiore, l'Amarone della Valpolicella.
All'estero già succede, da noi... è (forse) solo questione di tempo.

ps.n.1 Sul sito di questa azienda c'è scritto: "Il frutto dell'impegno e dell'amore che quotidianamente ci tiene legati all'attività che svolgiamo è riscontrabile nei nostri prodotti".

Che razza di amore è quello che permette che uno dei vini più importanti (per l'economia e l'immagine) del Veronese e dell'Italia come il Valpolicella Superiore Doc Ripasso sia venduto in un bag-in-box??

ps. n.2 Se per caso trovate in giro per il mondo dell'Amarone della Valpolicella in brik...fotografatelo e speditemi la foto. Così mettiamo su una galleria. Degli orrori.


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Qui sotto, la lista ai Blog che si riferiscono a : Il Valpolicella Ripasso è un vino (anche) da bag in box. Come il Tavernello.:

» Valpolicella Ripasso bag in box: parla il produttore from Vinopigro
Per il riassunto delle puntate precedenti, leggere qui e qui. Ora, spazio alle repliche. Anzi, alla verità del produttore, Lucio Furia della Vinicola La Castellana di Marano di Valpolicella, la cui azienda si è trovata – a sua insaputa... [Read More]

Commenti

E brava Lizzy!!! Quasi quasi mi metto anch'io a fare vini da bag-in-box. Mi compro via internet un kit di aromi artificiali, qualce goccia di questo e qualche goccia di quell'altro aggiunti a un vino base comprato a quattro soldi, e ne uscira' un Amarone da cartone che stupira' il mondo...

Caro Mario, chiariamo: ci sono vini venduti in bag-in-box assolutamente decorosi. All'estero infatti non hanno quella fama di vinacci che (spesso meritatamente)hanno invece in Italia, perchè non lo sono.
Solo, si tratta di "vini", nel senso più lato del termine, pur fatti bene. Non di prodotti blasonati.
Con queste scelte non si eleva una tipologia di prodotto - ripeto, con una propria dignità e un corretto rapporto q/p - come il bag-in-box, ma si svilisce un vino che altrove si vorrebbe spacciare (perchè spesso lo è) per rappresentativo e prestigioso...

Lizzy

Brava Lizzy. Ci sta tutta!

Che delusione...sarà anche vero che money is money ma il Ripasso in un bag-in-box proprio non ci sta; ma il Consorzio non può nulla nei confronti di queste trovate commerciali che rischiano vertamente di rovinare l'immagine dei nostri vini?

Disgraziatamente no, il Consorzio non può intervenire perchè l'attuale disciplinare di produzione fissa per il Ripasso altri "paletti" - di quantitativi, vinificazione, ecc. - ma non si esprime sul confezionamento finale. Tutto perciò è demandato al senso di responsabilità - e al buon gusto - dei produttori.
Alcuni dei quali - non tutti per fortuna, ma bastano pochi per rovinare l'immagine dell'intera zona - sembrano essere totalmente privi e dell'uno e dell'altro.

Lizzy

Vini bag in box o tetrabrik assolutamente decorosi ci sono si, e anche vini in bottiglia economici assolutamente decorosi, mi vengono in mente quelli, per esempio, della Cantina di Soave, un vero esempio di senso di responsabilita' e buon gusto anche in una fascia di prezzo cosi difficile. Bruno Trentini ha fatto un bel lavoro, ma non ne ho mai dubitato, visto che fu a suo tempo enologo di Cesarini Sforza, con risultati notevoli. Penso che proprio nel veronese ci siano diversi grandi produttori con la testa a posto e la coscienza pulita, perlomeno onesti e lungimiranti. Una zona che produce cosi tanto ed a livelli di qualita' e prezzo cosi variegati, ha bisogno che i grandi produttori si mantengano a questi livelli.

Totalmente d'accordo.
Peccato che le scelte anche commerciali della Cantina di Soave - e del suo lungimirante e abile general manager, Bruno Trentini - non vengano imitate anche da altri produttori, piccoli e grandi...

L.

Mi unisco ai complimenti per la "denuncia" :-)
Ma quanto tempo ci vorrebbe per fare in modo che venga pubblicato nel disciplinare un articolo sul confezionamento finale?

Per il Valpolicella base magari non ha molto senso, ma per le versioni Superiore e Amarone non avrebbe senso solo l'immissione al consumo in recipienti di vetro, magari effettuato solo nella zona di produzione?

Quando dico che il vino è un prodotto della natura, e che la natura ha i suoi tempi, diversi da quelli umani, dimentico sempre d'includere anche i tempi della burocrazia italiana. Che sono, se possibile, perfino più ...pigri di quelli della natura!! Per il Ripasso come per l'Amarone è infatti già stato chiesto l'imbottigliamento in zona, per arrivare a stroncare sul nascere certe belle pensate.
Ripeto: è stato chiesto.
Ora aspettiamo che il legislatore o chi per esso ce lo conceda. Nel frattempo, a noi consumatori accorti - una sparuta minoranza, ahimè! - non resta che la resistenza passiva. Ovvero il NON acquisto di prodotti in confezioni giudicate lesive della loro dignità.

Lizzy

Ciao
ma io so che i vini doc e docg vanno imbottigliati nelle zone di origine, comunque il consorzio di tutela puo avere nel disciplinare di produzione il tipo di confezionamento e questo sono sicuro perchè nel nostro disciplinare(Brunello e Rosso di Montalcino) c'è.
Anche qui ci sono speculatori di quel genere, che secondo me sarebbero da boicottare in pieno, e non è facile tenerli a bada.
ps io personalmente li odio
ciao luciano

Non tutti i vini a Doc o Docg prevedono per disciplinare l'imbottigliamento in zona: questo vale per esempio per vini come il Soave Superiore e il Recioto di Soave, entrambi a Docg,ma in base al disciplinare vigente sia Amarone che Valpolicella, per quanto vini a Doc, possono essere venduti sfusi e imbottigliati in ogni angolo del mondo. Per l'Amarone è l'appassimento che deve restare nella zona di produzione, ma l'imbottigliamento può avvenire anche fuori dai confini di Verona

L.

Lizzy, complimenti.
Bel colpo.
Qui urgono iniziative rivolte a difendere la qualità e comunicarla nei modi più opportuni...
Ciao.

è vero tutto ed il contrario di tutto.
la sostanza è che un vino dignitoso prodotto da un vitivinicoltore serio che nn ha blasoni da spendere,trova spazio in un contenitore alternativo alla bottiglia qual'è il bag in box, offrendo al consumatore finale un prodotto degno pagandolo 1/10 di una bottiglia con del vino di pari requisito,a tutto vantaggio di chi consuma e chi produce. quindi smettiamola di fare filosofie da salotto e pensiamo a valorizzare quanto di buono c'è in italia, sennò ci penseranno i paesi emergenti a farci le scarpe(in tutti i sensi)
leonardo losito enologo e viticoltore.

Ma allora cosa proponete per qualcuno che non vuole farsi fuori una bottiglia a sera e mantenere il vino "fresco"?

Cosa proponiamo? In commercio esistono delle comodissime pompette con tappi appositi: mantengono il vino al riparo dalle ossidazioni per giorni interi.

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