Il vin dolce più buono che c'è

Si può essere o meno d'accordo sul personaggio, sul suo metodo (filosofia?) d'assaggio, sul suo modo di fare critica enologica e (soprattutto) di comunicare il vino, ma un fatto mi pare incontestabile: Luca Maroni è al momento uno degli enocritici più seguiti e amati/odiati da pubblico e produttori.
In camera caritatis, una volta mi confidò che la sua teoria del vino-frutto era una specie di scoperta dell'acqua calda. Qualcosa che tutti avevano sotto il naso da sempre e che nessuno vedeva.
Gli va dato merito perciò di essere riuscito a esplicitarla - e soprattutto a renderla la chiave di volta del suo successo e del suo business - come nessun altro.
Per quanto sorprendente possa sembrare, 'sta storia del vino-frutto ha aperto gli occhi ad un sacco di produttori, e ha cambiato l'approccio di lavoro di molti enologi. A tutto vantaggio del consumatore: difficile, mi dicono i "maroniani", prendere fregature andando alla ricerca delle aziende e dei vini che lui recensisce, e di cui da indicazioni e punteggi nella sua Guida o nel suo Annuario.
Ci sono un paio di elementi che condivido con Luca.
Il primo: entrambi siamo di estrazione "veronelliana".
Il secondo: entrambi siamo assoluti convinti sostenitori del Recioto della Valpolicella, un vino che lui un giorno definì "l'Yquem rosso". Un vino che adoriamo, e nel quale crediamo, sicuramente molto di più di quanto non facciano tanti suoi produttori.
Tutto questo per dire che per Luca Maroni, il miglior vino dolce d'Italia per il 2007 è il Recioto della Valpolicella Classico Doc "Domini Veneti 2004". . Un vino che si è meritato un punteggio quasi stratosferico: 96 centesimi, nel pur personalissimo sistema di valutazione di Maroni.
I motivi di legittimo orgoglio per l'azienda che lo produce - e soprattutto per il suo enologo, Daniele Accordini - , la Cantina Valpolicella di Negrar, sono più d'uno.
E' stato scelto tra oltre 11 mila vini.
E' un Recioto-base e non un cru (quest'ultimo, è il Vigneti di Moron).
Nasce da vigneti di una cantina cooperativa; non da un''azienda griffata, o dall'aziendina gioiello, ma da una realtà quotidiana fatta di soci (spesso da "educare" alla qualità), centinaia ettari da controllare, grandi quantitativi di uve da lavorare, eccetera.
E, last but not least, è un Recioto "pure steel". Di solo acciaio.
Le uve sono quelle indigene: corvina, corvinone, rondinella, croatina. I vigneti collinari (a Negrar), il processo di trasformazione quello più classico e meno invasivo possibile: appassimento per 120 giorni, pigiatura, macerazione, fermentazione malolattica completa, affinamento in acciao per 6 mesi, in bottiglia per quattro. Stabilizzazione naturale per soli travasi, senza filtrazione.
Il risultato è un vino golosissimo per profumi fruttati e floreali, denso, setoso, una crema che sa di ciliegia sotto spirito avvolta nel cioccolato, uvetta passa, amarene e prugne della California.
Se avete qualcosa da farvi perdonare da qualcuno, o un regalo da fare - o da farvi -, se volete stupire (con poca spesa...), ecco, questo Recioto è perfetto.
La quintessenza del senso dell'amicizia, del calore degli affetti, dello star bene con gli altri e con se stessi.
Un vino filosofico.
Anzi, un vino...pigro.
Commenti
Ed io che amo da morire il Recioto, alla prima occasione me lo compro!
Many thanks!
Postato da : fradefra | 20.11.06 21:33
In attesa di farlo di persona, ne approfitto anch'io per congratularmi pubblicamente con Daniele, i suoi collaboratori e, last but not least, i viticoltori della Valpolicella: BRAVI!
Giuliano Boni
Postato da : Giulo | 21.11.06 09:19
Brava Lizzy, ottimo post.
Maroniano dal 1997, anch'io conobbi la Valpolicella grazie al Recioto di Castellani (Camp Casalin) indicato allora da Luca Maroni come miglior vino d'Italia. Il Teorema del Vino Frutto funziona perchè semplice. E' un formidabile metodo di iniziazione per astemi e consumatori novizi, è un punto di riferimento che non si può ignorare dopo, quando ti sei evoluto e ne hai compreso i limiti (e quale metodologia non ne ha?). E' come uno dei 4 punti cardinali: tu vai in una direzione diversa dal Nord, ma non puoi ignorare che esiste.
Recioto, approfitto del tuo spazio per rilanciare una richiesta fatta su Aristide tempo fa: reintrodurre il Recioto Liquoroso o Fortificato, tipologia non più in produzione ma di grande appeal. Ciao.
Postato da : Giampiero alias Aristide | 21.11.06 13:53
Caro magister,
a chi credi che stessi pensando quando parlavo dei "maroniani"??
Se non ci fosse stato l'amico Luca, chissà se oggi avremmo Aristide...!
Recioto liquoroso: mi associo al tuo appello.
Attendiamo risposte dai produttori!
Postato da : Lizzy | 21.11.06 14:42