Vino biologico: pausa di riflessione?

In questi giorni si sono tenute presso la sede di Vin&Organic Products le
degustazioni del 12° Concorso internazionale di vini da agricoltura biologica. Gli oltre duecento campioni da tutto il mondo sono stati valutati alla cieca da degustatori (enologi, produttori, sales manager e giornalisti specializzati) sia italiani che esteri, molti dei quali attivi nel settore della vitivinicoltura convenzionale (ovvero non biologica).
Per regolamento, vengono premiati solo i vini che raggiungono o superano gli 85/100.
Solitamente, la percentuale dei vincitori non è altissima: il 15 per cento.
Quest'anno però le cose potrebbero andare diversamente.Vale a dire "non così bene".
Nella mia commissione - che ha valutato 28 vini, quasi tutti italiani - i vini che hanno incontrato l'approvazione di tutti e quattro i giudici non sono stati più di 3-4. Nessuno dei quali ci ha colpiti in modo particolare, se si esclude un Bardolino (ebbene sì!).
Domenica 5 novembre ho fatto una full immersion in vini bio (-logici e/o -dinamici) e non solo, a Fornovo, in ottima compagnia di Aristide e Quadrato.
Un'esperienza che mi ha regalato poche emozioni (con alcune splendide eccezioni: il Recioto 2002 di Gambellara di Angiolino Maule, gli Champagne di Francis Boulard, in
particolare Cuvée Petraea XCVII - MMIII e Les Rachais Nature, e il Barricadiero Marche IGT Rosso 2004 di Aurora) e molte perplessità.
D'accordo, sono biodinamici. A lanciarsi dal trapezio senza rete di protezione e senza cordino di sicurezza spesso si riesce ad afferrare l'attrezzo volante, ma può anche succedere di precipitare a capofitto di sotto. E rinunciando a qualsiasi ausilio men che "naturale", i vigneron biodinamici rischiano lo schianto a terra ad ogni vendemmia. Cosa che si verifica ancora troppo spesso.
Nè va meglio con i vini biologici. Infatti a giudicare dagli assaggi a quest'ultimo concorso, la qualità media dei vini bio non pare aver fatto particolari progressi negli ultimi anni.
Quali le cause? Il vino da agricoltura biologica soffre da sempre di alcuni svantaggi, diciamo così, strutturali. Puntualmente viene lasciato abbastanza solo ad affrontarli (ehi, governo, come stiamo a finanziamenti per il settore del bio?? maluccio, vero?), e quindi ancora non è riuscito ad ovviarli. Si va dai problemi legati alla distribuzione, a quelli relativi alla pletora di organismi certificatori (che disorientano sia il produttore che il consumatore), alle lacune legislative (e per le quali si continua a parlare di vino "da" agricoltura biologica, non di "vino biologico") alle consuete difficoltà della commercializzazione e comunicazione...
Eccetera.
A tutto questo negli ultimi tempi si sono aggiunte le difficoltà date da un mercato che non premia l'alta qualità dei prodotti biologici: un mercato che preferisce comprare vino sfuso (sia pure certificato "bio") piuttosto che le bottiglie, e per il quale anche un centesimo in più o in meno fa differenza. Quasi più che nel settore convenzionale. Un mercato che, nelle fasce alte (leggi Ho.Re.Ca.) si permette ancora di storcere il naso se gli dici che quel Chianti, quel Prosecco, quel Dolcetto o quel Soave sono "anche" bio.
Meglio allora venderglieli per quello che sono (vini di territorio), e lasciare che lo scopra da solo leggendo la retroetichetta.
Nessuna meraviglia perciò se molti produttori di vino biologico si sentono a dir poco disorientati, disincentivati, disillusi.
Sentimenti che si ritrovano puntualmente nei loro vini.
Perchè, se qualcuno non l'avesse ancora capito, un vino - certi vini, almeno - è lo specchio di chi lo fa.
ps. Personalmente ho sempre avuto una particolare attenzione per i vini bio. Per questo sono molto solidale con i loro produttori...
Commenti
Lizzy un Bardolino????
meraviglia ...dimmi per caso è Maddalena Pellegrini?
ciao Susy
Postato da : susanna | 11.11.06 00:51
Te lo saprò dire quando avrò i risultati del concorso, cara Susy...comunque sia, la cosa ci ha consolato non poco, e dimostrato che è ancora possibile fare un bel Bardolino. Persino biologico!
Postato da : Lizzy | 12.11.06 11:57
E' una questione molto seria quella che hai posto e su cui mi sono fatto alcune opinioni. Anche io sono stato a Fornovo e ho avuto più o meno gli stessi feedback. Quindi se è vero come è vero che molti vini erano eccellenti, significa che un sistema, una tecnica per fare del buon vino biologico esiste. Lo ho chiesto a Maule che però stava fuggendo, ma mi sembrava abbastanza d'accordo.
I biologici devono studiare molto, di più dei vigno-enologi convenzionali! Non ci vuole meno tecnica, ma più tecnica, non ci vuole meno interventismo, ma più interventismo mirato sia in vigna che in cantina.
Forse le tecniche giuste devono essere ancora messe a punto, ma ci devono essere.
Luk
Postato da : Luca Risso | 13.11.06 11:08
E' proprio così, caro Luk. Chi pensa che i vini biologici siano un affare da stregoni in realtà ignora che dietro - ma anche davanti e ai fianchi! - questa scelta c'è un enorme lavoro scientifico di conoscenza. Più conosci la terra e il tuo vigneto, il microclima e la "popolazione" della tua cantina, meglio puoi intervenire. Prevenendo, innanzitutto. E poi, se proprio necessario, curando nella maniera più "indolore" (per l'ambiente, il vino e l'uomo) possibile.
Postato da : Lizzy | 13.11.06 11:18
Segnalo qualche vino "biodinamico" Francese (molti di questi sono proprio i migliori vini nelle loro categorie (zona/tipo); in Francia, devo dire, che la scelta di seguire la produzione biodinamica da vignaioli dedicati alla massima qualita' risulta in vini straordinariamente buoni!
Olivier Leflaive (Borgogna)
Domaine Leroy (Borgogna)
Domaine Prieure-Roch (Borgogna)
Nicolas Joly (Loire)
Huet (Loire)
Zind-Humbrecht (Alsace)
Marcel Deiss (Alsace)
Domaine Weinbach (Alsace)
Chapoutier (Tain Hermitage)
Saluti da Chicago,
Marco
Postato da : Marco Raimondi | 15.11.06 17:53
Buongiorno
leggo con piacere le Vostre note. Sono un produttore di vino bio con l'etichetta ENTUSIASMO DI PALAZZETTO ARDI e mi metto sempre e sempre in discussione e non finisco mai di imparare. Vorrei ricevere Vostre newsletters
Grazie
Carlo Sitzia
Postato da : carlo sitzia | 04.01.08 07:54