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Operazione "tarocco": scoperto un traffico di pinot grigio falsificato

Operazione falso pinot grigio, 2 b.jpg

La notizia è di queste ore.
L'Ispettorato Centrale Repressione Frodi di Verona e i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Padova, nell'ambito di un'attività congiunta di controllo del settore vitivinicolo, hanno scoperto una frode concernente la contraffazione di uno dei vini più richiesti e di moda all'estero, soprattutto nel mercato statunitense: il Pinot Grigio Igt del Veneto".

Venduto come tale, si trattava in realtà di comune vino da tavola di qualità scadente.

"La falsificazione - fa sapere una nota ufficiale e congiunta dell'IRCF e NAS - avveniva materialmente presso un'azienda agricola di Sona (VR), il cui titolare, F.C., di 43 anni, dopo aver creato dei carichi contabili fittizi di vino "Pinot Grigio IGT del Veneto" nei registri ufficiali di carico/scarico della ditta, provvedeva all'emissione di documentazione accompagnatoria fasulla che scortava le cisterne dapprima presso due depositi posti in Monteforte d'Alpone (VR) e Gambellara (VI), e successivamente presso una grossa azienda della provincia di Venezia, dove il prodotto stava per essere imbottigliato e posto in commercio.

Alcune cisterne di prodotto contraffatto sono state consegnate anche ad una cantina sociale della provincia di Verona.

Gli investigatori dell'ICRF e dei NAS, sotto la direzione del Sost.Proc. della Rep. di Verona dott. Pier Umberto Vallerin, hanno perciò posto sotto sequestro 210 mila litri di vino contraffatto; l'azione tempestiva dei due organi di Polizia Giudiziaria ha permesso di bloccare le operazioni di imbottigliamento, cosicchè nemmeno un litro di falso pinot grigio è stato posto in commercio, scongiurando quindi un grave nocumento ai danni dell'ignaro consumatore".

Ovviamente, il titolare dell'azienda agricola veronese è stato denunciato per frode in commercio aggravata e falso ideologico, mentre è tuttora al vaglio degli inquirenti la posizione degli altri soggetti che hanno partecipato al circuito commerciale del vino contraffatto .

E, altrettanto ovviamente, simile operazione non avrebbe ottenuto lo stesso felice risultato se alla base di tutto non ci fosse stata l'azione congiunta e la collaborazione dei due corpi di polizia, NAS e Repressione Frodi del Mipaf.

Non è la prima volta che vengono contraffatti vini famosi e/o richiesti: il miraggio del guadagno facile e con poca fatica è sempre attuale.
Ma se da un lato questi fatti di cronaca (nera, per l'immagine del vino italiano) testimoniano che un'azione coordinata e vigile da parte degli organismi preposti ai controlli è sempre possibile ed efficace, dall'altro dovrebbero suonare alle orecchie di "chi di dovere" come un monito a rivedere tutto il pesante, ingombrante e per molti aspetti inutile castello burocratico.

Come può essere infatti che, anche ai giorni nostri, sia sufficiente un passaggio di carte, perchè un comune e scadente vino da tavola si trasformi per magia in un redditizio e pregiato vino a Igt?

E questa, temiamo, è solo la punta di un iceberg...

Commenti

Bel colpo, fuori 1 !

E da dove verrebbe il vino contraffatto? Dall'estero? Dal mezzogiorno?

Terry, i particolari li sapremo (forse) nei prossimi giorni. Quella che ho postato qui è la notizia in anteprima assoluta...non l'aveva nemmeno l'Ansa, la principale agenzia di stampa italiana.
;-)

L.

Ottimo scoop Lizzy. Complimenti. Tienici informati sugli sviluppi.

Ma per creare dei "falsi carichi contabili" di IGT, non significa che per lo meno un altro (vero produttore di IGT) ha emesso "documentazione accompagnatoria fasulla"?

Non credo sia necessario Filippo, può farlo lo stesso "falsificatore" in quanto già proprietario di un'azienda agricola, però conto di informarmi a fondo entro breve.

Purtroppo per noi amanti di bacco, e soprattutto per i viticoltori onesti, che lavorano duramente dalla mattina alla sera in vigna ed in cantina, ogni tanto vengono alla luce di queste “ schifezze “ , passatemi il termine. Ritengo che tutto quanto riguarda le sofisticazioni o falsificazioni alimentari, di questo si tratta, dovrebbe essere perseguito penalmente con molti anni di galera. Temo invece che questo individuo se la caverà con una multa, e tra qualche mese continuerà nella sua opera nefanda.
Mi viene in mente un farmacista che è stato “ pizzicato “ una prima volta a sofisticare i mangimi per animali ( mucche ) , ha fatto pochi giorni di galera e poi , dopo pochi mesi ha continuato nella sua opera criminale, e ripizzicato una seconda volta, se l’è cavata ancora con 15/20 gg. di galera, e poi è uscito tranquillamente. Continua ad esercitare la professione di farmacista !!
Ci diceva il prof. Lerker dell’ Università di Cesena, facoltà degli alimenti, che le piu’ grandi truffe ai giorni nostri, avvengono nel settore enologico ed ancora di piu’ in quello dell’olio di oliva.
Mi auguro controlli sempre piu’ serrati e capillari, onde stanare questi delinquenti, per la tutela della nostra salute e soprattutto per quella dei nostri figli.
Roberto Gatti

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