Ciò che le cantine non dicono

"Vergognati”.
Così terminava una lettera inviata all’autorevole rivista Decanter e pubblicata sul finire del 2006. L’invito a vergognarsi era rivolto dal lettore a David Wollan, reo di voler sostituire le macchine alla natura, alle conoscenze e all’abilità dell’uomo nel fare il vino. Wollan è infatti promotore di un geniale strumento chiamato Memstar AA (da notare, sul loro sito, l’efficace animazione): nient’altro che l’ultimo modello di applicatore dell’osmosi inversa.
Una specie di desalinizzatore ad uso enologico, nel quale al posto del sale dall’acqua, si estrae l’alcol dal vino. Se ne toglie un po’, poi si rimette tutto insieme, a posto, e nessuno si accorge di niente.
La pratica, nel Nuovo Mondo, è legale e diffusa. Di questi macchinari si sono infatti dotate le più grandi aziende australiane, neozelandesi, californiane, sudafricane, cilene e canadesi (le più piccole si stanno attrezzando).
Cosa fa di preciso questo Memstar AA? Come detto, sottrae l’alcol al vino. Non tanto, giusto quel po’ che serve per trovare il più corretto equilibrio gustativo (sweet spot).
Un vino morbido, rotondo, piacevole, bevibile, non troppo alcolico, nel quale vengano preservati tutti i profumi e i sapori che gli spettano. Il vino ideale. Che il vino di qualità (!) vada costruito a partire dal vigneto, è una favola alla quale solo certi nostalgici del Vecchio Mondo si ostinano a credere (ancora per poco, probabilmente).
Perché oltreoceano il vino è una commodity. Anzi, una hot commodity, che solo nel 2006 ha visto la nascita di oltre 1000 nuove aziende nel Nord America. E allora, se il clima non è adatto (perché troppo caldo), la terra neppure e i vitigni nemmeno (ma vanno di moda), al diavolo la Natura; give the people what they want. Il vino si fa lo stesso.
Con l’apparecchio di Wollan, il wine-maker (mai termine in questo caso è più azzeccato) può scegliere tra differenti livelli di alcol per un particolare tipo di vino, nel senso che può toglierne o aggiungerne a seconda dell’obiettivo.
Sarebbe bello poter dire che quest’ultimo è proprio quell’equilibrio che la natura matrigna stenta a regalarci. In realtà, le motivazioni sono meramente mercantili: in certi Stati, l’alcol è soggetto a tasse pesanti. Più un vino è alcolico, più è tassato. Di qui la necessità di sottrarre anche solo mezzo grado ad ogni bottiglia – quando se ne fanno milioni, ciò si traduce in un mucchio di soldi risparmiati.
“Sono le tasse il grande driver del cambiamento” sentenzia il pragmatico Wollan.
Certo che, se le cose fossero così pacifiche, nessuno avrebbe problemi a dichiarare il fa-e-disfa che combina in cantina. Invece, guarda un po’, questa idea del vino puzzle sembra non andare molto a genio nemmeno ai consumatori del Nuovo Mondo.
Il lettore che ha scritto a Decanter, infatti, è neozelandese.
E le aziende che costruiscono e forniscono questi e altri graziosi gadget da cantina, come Cone Tech o Vinovation, interrogate dal giornalista ficcanaso di turno, si sono rifiutate di fare il nome di qualche loro cliente.
Chissà perché.
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Evidentemente, ci sono innovazioni di cui andare fieri, e da sbandierare ai quattro venti, e altre che…invece…
ps 1: Questi e altri strumenti sono presenti da tempo – a puro scopo sperimentale e/o di ricerca, sia chiaro - anche in aziende italiane.
Il trucco insomma c’è, ma non si vede (e soprattutto non si dice).
ps 2: tempo un anno (forse meno), e salteranno fuori i soliti illuminati che pretenderanno a gran voce la legalizzazione di questa e altre pratiche analoghe anche in Italia, in nome del solito "abbattimento dei costi per fare più reddito ed essere più competitivi".
Commenti
Contento di non aver mai assaggiato le prelibatezze di questo mago dell'enologia. Che dispiacere perdersi qualche originalissimo, imperdibile Cabernet Sauvigno o Shiraz, oltretutto taroccato in modo siffatto.
Postato da : Tommaso Farina | 01.02.07 19:22
Temo che prima o poi ci cascheremo anche noi, in vini siffatti. Perchè se vengono dal Nuovo Mondo - non a caso ho citato tutti quei Paesi - le probabilità che siano stati sottoposti a questi o altri trattamenti sono altissime.
Postato da : Lizzy | 01.02.07 19:30
L'altro giorno ho assaggiato uno Zinfandel Rancho Zabaco 2002. Ci dedicherò un post sul blog, ma ti anticipo una cosa: se qualcuno in Italia provasse OGGI a fare un vino così, verrebbe seppellito da un delirio di risate.
Postato da : Tommaso Farina | 01.02.07 19:33
Ormai da molti anni anche in Italia si usano, anche se non consentite, macchine che sottragono l'acqua al mosto o al vino, c'è insomma un arricchimento per sottrazione, invece di aggiungere zuccheri o alcool, si sottrae l'acqua e quindi si concentra il vino a gusto dell'enologo, senza rischiare potature verdi o altro in vigna; l'acqua vegetale raccolta si può poi utilizzare per allungare qualche altro vino, senza che possa essere rilevata, come invece accadrebbe se si usasse acqua normale.
Meditate gente quanti vini marmellata ci sono, provenienti da zone non proprio vocate per vini strutturati.
Postato da : borntowine | 01.02.07 20:13
Per dovere di cronaca, dirò che queste macchine sono note come "concentratori" e fanno il paio perfetto con quelle dell'osmosi inversa. Ci sarebbe una terza macchina interessante, ma ne riparleremo appena possibile.
Per quel che mi riguarda, gli enologi possono usare quel caspita che vogliono per fare il vino, bacchette magiche comprese.
Solo, esigo e pretendo che me lo dicano apertamente.
Così bevo qualcos'altro.
Postato da : Lizzy | 02.02.07 08:41
A titolo di contributo aggiuntivo, vorrei segnalarti questo post di Aristide del maggio 2005: "Sesso, bugie e marketing". Che il titolo non ti tragga in inganno. Nell'ultima parte del post ho modo di raccontare di una tecnica per produrre vini a basso tenore di alcool, brevettata dalla Beringer Blass. Pare che questa tecnica consista nell'uso di una "spinning cone column", una colonna a coni rotanti. Maggiori dettagli nel post.
Postato da : Giampiero alias Aristide | 05.02.07 00:25
Grazie Aristide! Sullo spinning cone voglio indagare un po' di più, in modo da farci un altro bel post...
già lo sapevo che mi avevi preceduto.
Postato da : Lizzy | 05.02.07 08:44
Mah non capisco tutto questo scandalo... il vino rimane vino e non si usano sostanze chimiche ma solo fisica....
Postato da : Gianluca | 15.06.07 14:23