Operazione "Vendemmia Sicura": i nomi

Scatta in queste ore il sequestro in tutta Italia del famigerato "vino" alterato proveniente dai fantasiosi impianti di produzione di Massafra.
L'azione rientra nella più vasta operazione "Vendemmia sicura", di cui abbiamo dato notizia nello scorso dicembre.
Di seguito, i nomi delle aziende acquirenti dei prodotti (presunti) sofisticati dalle ditte V.M.C. Srl ed Enoagri Export Srl :
VINICOLA MARSEGLIA - Ortanova (FG)
CANTINA SGARZI - Castel San Pietro (BO)
CANTINE SOLDO Spa - Chiari (BS)
CANTINE BORGO SAN MARTINO - La Morra (CN)
MORETTONI Spa - Santa Maria degli Angeli (PG)
ACETIFICIO PONTIROLI - San Felice Sul Panaro (MO)
NUOVA COMMERCIALE Srl - Ovada (AL)
CAPPA ANGELO & Figli Snc - Dogliani (CN)
VINICOLA SANTA CROCE Srl - Monteforte d'Alpone (VR)
AZIENDA AGRICOLA RIZZELLO Spa - Cellino San Marco (BR)
CANTINA CAMPI - Seclì (LE)
COOPERATIVA TRA PRODUTTORI - Latiano (BR)
CASA VINICOLA POLETTI - Imola (BO)
SAROM VINI Srl - Castelbolognese (RA).
Come si vede c'è un po' di tutto: dalla cooperativa al grossista, dal grande imbottigliatore all'azienda agricola.
(A onor del vero, i pù attenti tra voi avranno notato i nomi anche di qualche vecchia conoscenza...il lupo perde il pelo, pardon, il cisternista perde la cisterna, ma non il vizio...).
Per il bene del settore vitivinicolo (e dell'immagine del vino italiano all'estero) ci ostiniamo a credere nella buona fede di questi acquirenti - in altre parole: non sapevano quel che compravano.
Una buona fede che però andrà provata: come si dice in questi casi, "la posizione di queste aziende è ora al vaglio degli inquirenti".
Nel frattempo, i loro prodotti (se non tutti, almeno una discreta parte) verranno tolti dalla circolazione.
E dagli scaffali di negozi e supermercati.
Commenti
Ci avrei giurato che ci fosse qualcun'altro, meglio così.
Brava, soprattutto a mantenere il silenzio finora.
Postato da : borntowine | 09.04.08 08:48
scusate mi è scappato un apostrofo.
Postato da : borntowine | 09.04.08 10:19
Incredibile però che ancora ieri (visto con i miei occhi) decine di bottiglie di uno di questi imbottigliatori venivano sistemate su uno scaffale di un grande ipermercato. (prezzo: 1€)
Certo, aspettiamo di capire alla fine quali saranno le responsabilità.
Permettimi una notazione: tu hai citato i nomi, ma le sigle che compaiono sulle bottiglie? Una delle aziende citate (quella di Chiari) firma la maggior parte delle sue bottiglie da 1€ con la sigla CA.DO. vai a spiegare al consumatore medio che il nome completo è del tutto diverso! Io ci ho messo qualche ora di ricerca su internet per identificare l'azienda... Tutto ciò dovrebbe essere vietato, per garantire la massima trasparenza. Invece poi si scoprono ben altre verità...
Ciao e complimenti per la serietà del tuo lavoro.
Postato da : Andrea | 09.04.08 10:22
Effettivamente andrea ha ragione, si possono usare le abbrevazioni; puoi pubblicare anche il numero del registro di imbottigliamento di queste aziende?
Postato da : borntowine | 09.04.08 11:10
Ottimo lavoro Lizzy, sono orgoglioso di avere il privilegio di collaborare con te da tanti anni. Ciao, Fil.
Postato da : Filippo Ronco | 09.04.08 11:16
Puntuale ed efficace, grazie per la tua professionalità e a presto!
Postato da : Uvetta | 09.04.08 12:18
@ a tutti:grazie, grazie..! in effetti non è stato facile tener duro e non lasciarsi sfuggire neanche un'indiscrezione, al Vinitaly i colleghi ci hanno fatto il terzo grado...
@Lo so che queste aziende usano più sigle, e soprattutto più linee di vini, ma, abbiate pazienza: persino il n. del registro di imbottigliamento? se l'avessi, l'avrei dato.
(però, che ingiustizia: quelli dell'Espresso si prendono tutta la fama, e ad una sconosciuta cronista e wine blogger come la sottoscritta si chiedono informazioni degne della CIA...)
;-)
Postato da : Lizzy | 09.04.08 13:58
Ciao Lizzy,
lungi da me voler criticare il tuo ottimo lavoro. Il mio intervento era solo per mettere sull'attenti i lettori meno informati sul settore. Il discorso degli acronimi indecifrabili sulle bottiglie secondo me è importante... E' chiaro che i produttori che non hanno nulla da nascondere si firmano con none e cognome mentre i furbetti...
Quindi controllate bene l'etichetta.
Un abbraccio alla nostra cronista del vino preferita!
A. ;-)
Postato da : Andrea | 09.04.08 14:22
Ai migliori si chiede sempre di più.
Postato da : borntowine | 09.04.08 15:26
A furia di dirti brava sembrerò un lecchino, ma se te lo meriti... :-))
Postato da : Max-Qm | 09.04.08 15:39
@Grazie, Andrea! Ovviamente sono del tutto d'accordo con te: quando mi trovo di fronte a certe sigle anch'io impazzisco per risalire all'azienda originaria...certo, c'è il numero e la sigla del registro d'imbottigliamento (depositato presso le Camere di Commercio delle rispettive città), ma sai che se ne fa la signora Maria di queste "informazioni"?? Sembra che certe leggi vengano fatte più per confondere le idee, che per chiarirle. A questo punto, non ci resta che usare la discriminante del prezzo (cosa peraltro ingiusta, ma in mancanza di meglio..): sotto i 3 euro, diffidare...
Postato da : Lizzy | 09.04.08 16:26
@A tutti: ancora grazie. Mi permetto però di ricordarvi che di tutta la faccenda era informata anche un'altra persona, che da quel perfetto cavaliere che è, mi sta lasciando tutto il palco...
Postato da : Lizzy | 09.04.08 16:55
Lizzy, a proposito del prezzo su vinix si è lanciata l'operazione vinix: vini sotto ai 2 euro (siamo stati zelanti). C'è gente che sta girando per i supermercati non a fare terrorismo ma a documentare COSA di può comprare per quei prezzi. Alcuni temerari stanno perfino assaggiando. Con un poco di pazienza avremo un po' di materiale interessante. E' possibile rintracciarlo facilmente usando il tag "operazione vinix" (senza le virgolette) dalla nuova area i-vinix :
http://www.vinix.it/ivinix.php
Lo sappiammo lo sappiamo che il "complice" è un cavaliere ! Raffreddato tra l'altro... :-)
Ciao, Fil
Postato da : Filippo Ronco | 09.04.08 17:11
Non sono d'accordo sulla soglia dei 3 euro, abbiamo bevuto un valpolicella doc, d'accordo non di ottima qualità, che mi era costato 1,89 euro, il soave doc che abbiamo assaggiato insieme presso una cantina, non ci era piaciuto ma era sicuramente soave, è in offerta a 1,59.
Anche qui bisogna saper distinguere.
Postato da : borntowine | 09.04.08 18:20
Gentilissima Signora Lizzy buonasera!
Il mio nome è Galassi Aldo (non amo nascondermi dietro qualche pseudonimo) e sono il titolare del “Centro Sant’Andrea”, una piccola azienda che si occupa di assistenza enologica. Ho l’onore di collaborare con le “Cantine Borgo San Martino” S.p.a. da ormai sedici anni e conosco di lei vita, morte e miracoli!!!
Costantemente siamo sottoposti a controlli dei vari organi preposti e MAI E’ STATO TROVATO VINO SOFISTICATO E SEMPRE MAI SI SONO SOLLEVATI SOSPETTI DI SOFISTICAZIONE O ADULTERAZIONE!!!
Questa mattina, alle ore 9,05 da come risulta dalla “relata di notifica” indirizzata al Sig. Sartirano Pier Domenico, sono arrivati i signori della Guardia Forestale accompagnati dalla Repressione Frodi Agroalimentari con quattro macchine “cariche” di agenti vari. Da subito si sono dimostrati tutti molto gentili ma nello stesso tempo determinati nel voler svolgere il loro dovere!!! Dopo aver visionato la cantina, peraltro molto grande, e acquisito tutta la documentazione che a loro interessava, è risultato che NON C’ERA ALCUNA TRACCIA DI VINO SOFISTICATO!!!!!
Sul suo sito, secondo me, ha commesso due “imperfezioni” che potrebbero indurre il lettore a trarre affrettate e imprecise conclusioni in merito! Innanzitutto ha divulgato i nomi delle cantine prima che i diretti interessati ne venissero a conoscenza ( non esisteva una legge della privacy’) e in secondo luogo ha riportato testualmente la frase “acquirenti di prodotti sofisticati” senza che la colpevolezza delle aziende che seguivano venisse accertata!!
E’ verissimo, come da indagini effettuate dalla Procura di Taranto, che nelle aziende V.M.C. e Enoagri, è stato trovato vino sofisticato, ma io mi domando, chi le ha detto che il vino a noi inviato era uguale a quello in questione? Per adesso nessuno può sapere dove è andato e SE E’ ANDATO sul mercato il vino sofisticato. Per quello che mi riguarda, una persona è innocente fino a quando non è stata dimostrata la sua colpevolezza!!! Visto che da Noi, non è stato trovato alcun genere di “quel prodotto”, mettendo i nomi delle cantine “oggetto di verifica” e scrivendo “acquirenti dei prodotti sofisticati” lei ha prematuramente e forse superficialmente colpevolizzato tutte quante le aziende di seguito riportate!!!
Morale della storia io questa sera me ne andrò a casa dove farò davanti alla mia famiglia e al piccolo paese dove abito, la figura del sofisticatore, mentre lei ha fatto la figura della piccola eroina che “è informata su tutto quello che succede nel mondo del vino”.
Mi dispiace dirlo ma lei con la sua avventatezza ha infangato il nome e la reputazione di almeno una delle aziende nominate e spero proprio che come me, anche altre persone che lavorano onestamente e vivono quotidianamente dentro questo mondo vinicolo abbiano il coraggio di far sentire la loro voce!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Distinti Saluti!!!! Aldo Galassi
Postato da : Aldo Galassi | 09.04.08 18:34
Gentile Sig.Galassi,
grazie per il suo intervento. Solo, mi permetta due precisazioni:
1) i nomi delle aziende acquirenti dei prodotti sofisticati dai 2 stabilimenti di Massafra è presente sui mass media e non solo su questo blog. Io li conoscevo già da 20 giorni, avrei potuto "spararli" fuori subito, (come qualche collega probabilmente avrebbe fatto), ma mi sono attenuta alla precisa richiesta degli inquirenti di non farlo, fino a quando non fossero scattati i controlli e la cosa fosse diventata di pubblico dominio. Ovvero oggi. Se ancora non sono stati ripresi dai giornali, è solo perchè lavoro su un medium (Internet) che viaggia a velocità maggiori dei mass media tradizionali. Vuole farmi una colpa per questo?
2) le Cantine Borgo San Martino risultano sull'elenco delle aziende destinatarie dei prodotti degli stabilimenti di Massafra, "produttori" do ingenti quantitativi di cosiddetto "vino". Trattandosi di centinaia di migliaia di ettolitri ritengo più che giustificabile il dubbio degli inquirenti che, non sia mai,qualche litro sia finito anche da loro...e questo è proprio quello che la Repressione Frodi, la Guartdia Forestale e le altre vari ed eventuali forze dell'ordine stanno facendo in queste ore.
Stanno controllando.
Lei dice che non hanno trovato niente di irregolare.
Meglio così, per loro, per noi, per tutti. Ma i controlli andavano - e vanno tuttora - fatti. Anche per distinguere gli onesti dai disonesti.
Respingo poi l'accusa di avventatezza: io mi sto limitando a fare il dovere del cronista,e a raccontare cosa sta succedendo. Si rilegga quanto scrivo: "Per il bene del settore vitivinicolo (e dell'immagine del vino italiano all'estero) ci ostiniamo a credere nella buona fede di questi acquirenti - in altre parole: non sapevano quel che compravano.
Una buona fede che però andrà provata: come si dice in questi casi, "la posizione di queste aziende è ora al vaglio degli inquirenti".
In tutto questo non ci vedo proprio nessun "fango"; non faccia anche lei come certi miei colleghi, che amano le espressioni colorite.
Ripeto: le aziende che risultano acquirenti dei 2 stabilimenti di Massafra verranno esaminate una per una, per accertare eventuali responsabilità.
Se in questa procedura lei vede già scritta una sentenza di condanna per colpevolezza, sta saltando a delle conclusioni che io, finora, mi son ben guardata dal fare e, cosa più grave, mi sta attribuendo un pensiero che io, al momento, non faccio, poichè non ho elementi per sostenerlo.
Postato da : Lizzy | 09.04.08 19:16
Purtroppo la nostra non é una mail di congratulazioni. Siamo delle Cantine Sgarzi Luigi srl , la seconda nell'elenco,una delle ditte per le quali lei si é anche presa cura di fare un link al sito aziendale. Noi abbiamo effettivamente acquistato una modesta quantità di prodotto dalla VMC. Il vino che ci hanno consegnato era sano, leale e mercantile. Le analisi che noi abbiamo effettuato prima dello scarico non hanno rilevato nessuna anomalia ed il prodotto é risultato a norma di legge.L'acquisto era a prezzo di mercato e tutta la documentazione relativa al rapporto commerciale é stata già fornita all'autorità competente. Lei non puo' fare di tutta l'erba un fascio, e purtroppo non si rende conto, nella sua smania di sensazionalismo, del danno morale e commerciale che causa con la sua pretesa di sapere.
Postato da : Cantine Sgarzi Luigi | 09.04.08 19:19
Fantastico. Un altro che mi accusa di fare sensazionalismo invece che giornalismo corretto. Quelli dell'Espresso invece sì, che sono dei fighi! gettano nel panico un intero comparto,nei giorni della fiera più importante del vino, colpendo nel mucchio, ma i nomi si guardano bene dal farli...
Signori, non fatemelo ripetere un'altra volta: i nomi delle vostre aziende sono di pubblico dominio, non li faccio solo io. Cercate su Internet.
Anzi, guardate: vi do' una mano.
Leggete qui: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/le-quattordici-cantine/2014907
Sono in atto in tutta Italia controlli, perquisizioni e analisi.
Se i vostri prodotti risulteranno estranei, buoni , perfettamente in regola, benissimo, siamo tutti felici.
Non ci fa piacere essere testimoni dell'ennesimo grande scandalo del vino.
A differenza di altri, io mi rendo perfettamente conto dei danni che può fare un artiolo frettoloso, incompleto e superficiale.
Ma il mio non lo è. Perchè racconto cose che ho visto con i miei occhi.
Postato da : Lizzy | 09.04.08 19:35
Elisabetta è una giornalista come ne sono rimaste poche. Fin troppo seria e scrupolosa. Non è la sola ad aver pubblicato i nomi delle vostre aziende e scrive apertamente di credere nella vostra buona fede. Non mi sembra il caso di prendersela con lei. Lizzy, ma guarda un po' eh!
Postato da : massimo.b | 09.04.08 19:57
Non mi tornano i conti.
Come fa ad avere la lista 20 giorni prima dell'inizio dei controlli e quindi ad infrazione non ancora accertata?
I controlli sono iniziati solo stamattina!
E se in queste aziende non si trovasse nulla di compromettente?
E perchè invece non si fanno controlli "al consumo", direttamente nella GDO?
Postato da : debord | 09.04.08 20:19
@Debord, non posso rivelare i segreti del mio mestiere.
E ti garantisco che i controlli verranno fatti "anche" al consumo.
Perchè gli investigatori hanno mandato di arrivare fin dentro i negozi, se necessario.
@ Massimo, com'è che prima mi mettevano in croce perchè non facevo i nomi, e adesso mi mettono in croce perchè li ho fatti? eh? me la spieghi??
;-))
Postato da : Lizzy | 09.04.08 20:35
vedo che non ci siamo capiti!!! come faceva ad avere i nostri nomi ieri sera??? quelli di VMC ed Enoagri li sapevamo anche noi!!!
E poi il fatto che i quantitativi siano grossi, non vuol dire assolutamente che "presumibilmente" la Borgo San Martino abbia ritirato vino sofisticato!!!!
E poi lei non si è limitata al lavoro di cronista in quanto un cronista racconta i fatti, lei scrivendo "acquirenti di vino sofisticato", è arrivata a conclusioni certe prima ancora che ci arrivassero gli organi di controllo!!!
Rinnovo i miei saluti e spero che in futuro si impari a pesare meglio le parole!!!
Postato da : Aldo Galassi | 09.04.08 20:44
@Sig.Galassi, è lei che continua a fraitendermi. Io non avevo i vs. nomi ieri sera.
Li avevo da 20 giorni.
Come ho fatto? segreto professionale.
Non gioco a fare "la piccola eroina che sa tutto quello che succede nel mondo del vino", faccio la cronista che s'informa e scrive quando è certa delle sue informazioni. E comunque, mi permetta: male non fare, paura non avere.
Se il vostro prodotto è buono, questa storia non farà che avvalorare la vostra buona fede.
Se aveste una minima cognizione di quella che è la comunicazione aziendale n un caso di crisis management come questo, capireste che persino da una situazione critica e spiacevole come la presente si può ricavare qualcosa di positivo per l'immagine dell'azienda.
Invece, come la maggior parte delle aziende italiane, quando vedete il vostro nome sui media o qualche divisa che viene a trovarvi in azienda, vi fate prendere dal panico.
Sono costretta a ripetermi: se lei e i titolari della B.go San Martino avete la coscienza tranquilla, non avete niente da temere.
E adesso basta, non voglio continuare a dire che, fino a prova contraria, continuerò a credere nella vostra buona fede!!
Postato da : Lizzy | 09.04.08 21:36
Sig. Galassi e Sig. Sgarzi,
VERGOGNA!
Dico io, con che coraggio venite qui a fare la vostra pietosa paternale? Provate a fare una selezione e qualifica un pelino più accorta dei vostri fornitori. Anche questo fa parte di un buon sistema di qualità. Siete certificati ISO 9000? Dubito assai. Se invece così fosse, mi piacerebbe conoscere i vostri certificatori! Eravate all'oscuro del fatto ci comprare melma da una ditta canaglia? Peggio per voi!
Luk
Postato da : Luca Risso | 09.04.08 21:42
@Luk, calma! non spetta a noi sindacare i criteri con i quali una qualsiasi azienda sceglie i propri fornitori.
Sono fatti loro.
A noi resta il diritto di venire rassicurati sulla bontà e qualità di quello che compriamo.
Analisi e prove alla mano: le "carte" non ci bastano.
Postato da : Lizzy | 09.04.08 21:49
Vede cosa succede carissima Lizzy? Leggendo il messaggio del Sig.Luca Risso si riescono ad estrapolare le conseguenze delle errate informazioni. Il signore in questione non riesce ad accettare che non è mai arrivato da noi vino sofisticato!!! Per lui ci dobbiamo vergognare e basta!!! A Massafra è stato trovato vino sofisticato, quindi tutti quanti abbiamo ricevuto vino sofisticato!!! Ma se si dimostrasse che siamo innocenti, quanti saranno quelli disposti a dare la stessa rilevanza data allo scandalo per fare riportare la nostra "faccia" ai livelli di prima? e quanti consumatori saranno diposti a ridare a noi la stessa fiducia? E lei signora Lizzy, cosa farà?
Rinnovo i miei saluti
Postato da : Aldo Galassi | 10.04.08 07:09
@Aldo Galassi
Se dei 700000 ettolitri di vino adulterato a voi non è arrivata nemmeno una goccia, ne sono felice. Il mio punto di vista è però differente. Secondo me non c'è sostanzialmente alcuna differenza tra quello che a Massafra si produceva come vino adulterato e quello che si produceva come vino "analiticamente" vero. Ecco, per aziende come la sua, la qualità del vino è una roba analitica. Per me invece tutto quello che veniva prodotto laggiù era roba da buttare. E resta il fatto che un fornitore così importante non aveva probabilmente ricevuto da voi nessuna qualifica ispettiva. Non mi sembra che la vostra posizione vi consenta di criticare il comportamento limpido di Elisabetta Tosi.
Cordialmente
Luk
Postato da : Luca Risso | 10.04.08 07:25
Cosa farò? appena avrò in mano il rapporto definitivo delle autorità inquirenti, ne darò lo stesso identico risalto.
Si metta comodo, sig.Galassi: questo tipo di indagini può richiedere mesi di lavoro, a volte anni. Ma noi sapremo pazientare, vero? l'importante è che la verità trionfi.
Buona giornata.
Postato da : Lizzy | 10.04.08 08:12
Carissima Lizzy,
permettimi di sottolineare quanto é distante quel mondo di cui tu, con correttezza etica (altro che sensazionalismo), hai parlato (sempre sottolineando la presunzione di innocenza delle aziende elencate e dei soggetti coinvolti) da quel mondo fatto di persone che nel vino vedono l'espressione massima della terra e del lavoro dell'uomo.
Non è tanto (o solo) una questione di etica (un cantiniere di una grande azienda che "tira i tubi" può svolgere il proprio lavoro in modo dignitoso tanto quanto il vigneron fra le sue botti, l'onesto acquirente di mosti quanto il viticolo con la pressa, il tecnico di laboratorio quanto il contadino fai-da-te) quanto anche un discorso di immagini e di linguaggio.
Di qua la melma in vasca e di là i fiori nei vigneti, di qua vino adulterato e di là vino "antico", di qua citazioni e insulti e di là poesia e pensieri profondi, di qua la frode e di là la verità.
Quel “di là” esiste ancora, un bellissimo ed estremo esempio lo potete trovare su http://vinobiotico.blog.com/
Con immensa stima e amicizia,
Alberto
Postato da : alberto | 10.04.08 09:50
Forse ci si dimentica che prima di tutto c'è un tema di salute.
Come tale bisogna gioco-forza giocare in anticipo.
Se aspettassimo la fine delle indagini e scoprissimo che quel vino è fortemente velenoso ed è stato distribuito (con dolo o no) ai consumatori e consumato, quali sarebbero le conseguenze? Che nessuno acquisterebbe più vino.
Il male minore è sottoporre ad accertamenti, ed eventualmente a sequestri le aziende indagate. Fare in modo che le indagini siano il più veloce possibile per colpire i colpevoli e fare in modo che chi non c'entra niente ne esca fuori.
Purtroppo rientra nel rischio d'impresa del settore alimentare.
Se tra le 14 aziende ce ne sono alcune che sono certe al 100% che il vino da loro acquistato sia veramente vino, lo comunichino, lo scrivano in home page sul loro sito, partecipino come hanno fatto su questo blog e quant'altro.
Dicano chiaramente che gli spiace che sia stato fatto il loro nome, ma se serve per controllare che un loro fornitore abbia agito correttamente sono a primi ad essere interessati che si faccia chiarezza.
Tranquillizzino i propri clienti e consumatori finali.
Se invece ci si concentra su "perchè avete divulgato il mio nome" sembra che gli interessi dei consumatori siano in secondo piano.
Postato da : Max-QM | 10.04.08 12:56
Cara Lizzy, visto che sei ben informata sai mica perchè non si riesce a collegarsi con il blog di Vizzari sul sito dell'espresso?? non è che per caso è scattata la censura per il suo onesto punto di vista?
Postato da : andrea | 10.04.08 13:06
@Andrea, il blog di Vizzari è off line da ieri sera. Motivo? Boh??
Certo che, in questi giorni,i "gialli" si sprecano...
:-/
L.
Postato da : Lizzy | 10.04.08 13:13
Beh! era solo una curiosità. Certo che visti anche i commenti ricevuti dopo le tue "rivelazioni" precise e certo non scandalistiche mi domando sempre di più qual'è il concetto di libertà di stampa espresso dalla nostra italietta. Visto poi che siamo anche sotto elezioni mi vengono davvero i brividi..... Sai, già dai primi rumors ben precedenti al famoso articolo dell'espresso mi sono divertito a visitare i tanti blog in materia e, incredibile ma vero, qualcuno proprio non è minimamente entrato in merito. Rapporti commerciali? Solita manovra eversiva per la quale se di una notizia non se ne parla , la notizia passa alla svelta e non esiste? Mi sembrano trucchetti da terzo mondo. E' vero poi che uno è innocente sino a prova contraria ma è vero anche che come consumatore ho il diritto di essere informato! Finchè si sprecano mille, troppe, parole per discutere del niente sul vino va bene, poi in caso di problemi seri scatta l'omertà?Comunque ho già cancellato dal mio indirizzario diversi blog anche molto, ma molto, autorevoli.....
Postato da : andrea | 10.04.08 13:33
@Andrea, vediamo di mettere le cose nella loro giusta dimensione. I blog non sono il Padreterno. Senza voler nulla togliere, la maggior parte degli autori non sono giornalisti di professione, ma appassionati e/o esperti di questo o quell'argomento (spesso più appassionati, e sicuramente più esperti, di tanti giornalisti...).
Per trattare certi temi - come questo, tra la cronaca nera e quella giudiziaria - occorrono esperienza, mestiere, e...le fonti giuste( anche un filo di coraggio, magari...).
Questo per dire che non è da tutti. Anche perchè rischi del tuo, come avrai letto da qualche commento precedente: ti esponi in prima persona, puoi venire attaccato. Non è piacevole, anche se lo metti in preventivo. Certo, è molto meno "pericoloso", semplice e gratificante scegliere di parlare d'altro (dal calcio alle ricette della nonna...per limitarsi alla sfera dei wine&food blog). Ma io ritengo che "anche" questi argomenti (vini sofisticati, frodi commerciali et similia), siano informazione.
Una cosa è certa: non me li vado a cercare. Non mi piace mestare nel torbido.
Ma quando ho tra le mani una notizia, fatte tutte le verifiche del caso, nemmeno la censuro.
Postato da : Lizzy | 10.04.08 14:05
Un vino sofisticato è ben diverso da un prodotto adulterato.
Il fatto che non sia stato rinvenuto vino, non vuol dire che da li il vino non sia transitato.
Postato da : Fabrizio | 10.04.08 14:45
il problema non è il cronista - sta alla sua coscienza pubblicare o meno - ma a colui che le ha girato le informazioni, fosse solo 5 minuti prima dell'operazione. questo francamente è per così dire poco professionale e, nel caso di cui sopra, deleterio per chi non c'entra nulla.
PS: caro giornalista, ti auguro di non venire sputtanato anche tu prima di sapere dei fatti e prima ancora di poter lontanamente capire cosa ti sta per capitare.
Ps2: tutta la mia solidarietà umana a chi, alla prova dei fatti, parte innocente, diventa colpevole e, nel silenzio generale, ritorna innocente. ma con la vita distrutta.
Postato da : max | 10.04.08 15:35
Non è divertente per nessuno che vive nel mondo del vino (e che quindi vive di vino) dover affrontare il problema delle adulterazioni, Elisabetta lo sta facendo con professionalità e discrezione; con altrettanta professionalità saprà comunicare tutte le informazioni relative ad aziende coinvolte che riusciranno a dimostrare la loro buona fede.
Di questo, conoscendola, sono sicuro.
Postato da : borntowine | 10.04.08 16:54
Cara Lizzy non si senta da meno dei colleghi dell'Espresso. Anche lei è salita sul palco da protagonista e questa è l'unica cosa che conta, giusto?
Come ha detto "questo tipo di indagini può richiedere mesi, a volte anni". Se nel frattempo sarà coinvolta qualche azienda innocente la risarcirete voi dei danni irreparabili subiti?
I dipendenti si riempiranno la pancia leggendo il suo blog e le pagine dell'Espresso!
Complimenti!
Postato da : Andrea | 10.04.08 17:35
Scusate ancora se torno sull'argomento ma visto il post precedente..... Non credo che la cara Lizzy farà carriera per questi suoi post, sicuramente ha assolto il suo dovere di giornalista, punto e basta.
E' tristissimo pensare che ci saranno molte persone che perderanno il posto di lavoro ( mi giunge voce anche da montalcino per una cosa forse meno grave)però io da consumatore non merito una tutela? Anche ai tempi del metanolo qualcuno è stato infangato e delle aziende chiuse, però altri ci hanno rimesso la vita e la salute. Per quelli che risulteranno innocenti credo dovrà essere data la stessa enfasi, non è questo in discussione. Ma quei "dipendenti" come dice lei si devono far risarcire dai datori di lavoro una volta appurate caso per caso le rsponsabilità, altro che storie! Allora chiudiamo anche le trasmissioni di denuncia come "report", pure lì alcune aziende scorrette hanno avuto grossi problemi. Io continuerò a reclamare il mio diritto di essere informato .
Postato da : andrea | 10.04.08 19:43
E allora carissimo omonimo, mi spieghi perchè gli investigatori vanno adesso alla ricerca di un vino risultato "velenoso" in base alle analisi a loro disposizione da mesi ? Se veramente fosse stato tossico a cosa servirebbe cercarlo ora? E visto che tossico non è stato(e credo che a questo punto anche un demente l'abbia capito) non le sorge il ragionevole dubbio che dietro questo scandalo ci sia ben altro che la tutela della salute dei consumatori?? Provi un po' a concentrarsi e vedrà che le viene qualche idea...
Postato da : Andrea | 10.04.08 20:32
"perchè gli investigatori vanno adesso alla ricerca di un vino risultato "velenoso" in base alle analisi a loro disposizione da mesi?"
Forse perchè, nonostante i risultati delle analisi fossero noti da tempo all'autorità inquirente, l'autorità giudiziaria ha dato mandato di procedere ai sequestri soltanto adesso...dopo ulteriori analisi e prove.
E ciò a tutela proprio di quelle aziende che ora gridano alla persecuzione e al danno morale e commerciale.
Come ho già detto e ripetuto, non appena verrò in possesso di nuovi elementi li porterò a conoscenza dei lettori, dando alle aziende risultate estranee ai fatti lo stesso risalto che ho dato finora alla vicenda.
Fine delle trasmissioni!
Postato da : Lizzy | 10.04.08 20:45
Eccola cara Lizzy ad arrampicarsi sui vetri ... Quel perentorio "fine delle trasmissioni" forse sta a significare che il post precedente ha colpito nel segno...
In caso di alimenti dannosi alla salute, l'autorità giudiziaria non attende mesi prima dare mandato di sequestro, fin qui ci siamo???
E prima di parlare di "aziende che gridano alla pesecuzione " facendo di tutte le erbe un fascio, vada un pò a informarsi da 007 qual è....E vedrà che ci sono posizioni neanche minimamente paragonabili, alla luce dei controlli effettuati. Già, ma a lei di questo cosa importa?
Postato da : Andrea | 10.04.08 21:31
@Andrea, secondo te come si fa il vino?
Postato da : borntowine | 10.04.08 22:44
@borntowine, chiedilo a chi lo produce.Io non sono un enologo, sono un impiegato oltre che un consumatore e quello che volevo dire forse fai finta di non capirlo.Eppure mi pare semplice. Saluti
Postato da : Andrea | 11.04.08 06:49
@Andrea, ora capisco.
Postato da : borntowine | 11.04.08 08:22
si può fare un'azione legale da parte di chi ha bevuto bottiglie di primitivo del salento imbottigliate da soldo chissà con quali danni futuri alla salute,e contro chi?grazie,sergio
Postato da : trevisiol | 11.04.08 11:33
Buongiorno,
Leggendo alcuni commenti mi vien da pensare che il mondo è impazzito! Ma come si fa ad accusare un giornalista per la perdita di posti di lavoro??Ma le aziende che comperavano vino da produttori a dir poco di dubbia fama a cosa pensavano?Ai posti lavoro o al profitto?E poi...una delle aziende in nomination poco tempo fa era sui giornali perchè faceva (e vendeva) prosecco, peccato che siano in Piemonte! Sempre tutto in buona fede? Io per mio principio morale e semplicemente per evitarmi casini se mi serve un'auto mi rivolgo ad un concessonario serio e non da un ladro d'auto neanche se mi vendesse la sua auto personale e percui regolare! Io non posso credere che le aziende clienti della Massafra fossero completamente all'uscuro di tutto. Tutte verginelle, ignare di pratiche di cantina che definire discutibili è poco? Se si gioca vicino al fango prima o poi si ci sporca. Se compro "vino" a qualche centesimo al litro prima o poi qualcosa va storto!Prezzo di mercato??Se il prezzo di vendita in gdo e sui €1.5 circa, fatemi un po' capire quale sarebbe sto benedetto prezzo di mercato visto che costa meno il vino finito dell'uva di partenza!E non stiamo parlando di cantine sociali che raccolgono le uve direttamente e vinificano saltando un po' di passaggi, qui stiamo parlando di filiere che almeno coinvolgono 3-4 passaggi!!Tutti in perdita ad ogni passaggio?
E poi visto che ci siamo, oltre a difendere la vostra posizione perchè non ci spiegate un po' che vino commercializzate?Che uve usate?E' doc?Igt?Fateci fare due conti.Finchè continuerà a mancare una chiarezza di informazione da parte dei "produttori" di codesta bevanda sotto accusa io come molti altri mi sento autorizzato a pensarne solo male. E credetemi che in blog come questo ,ed altri (www.vinix.it) ,non mancano ne le capacità tecniche per comprendere ne la serietà per poterne parlare.
Cordiali Saluti
Davide Negri
Postato da : Davide Negri | 11.04.08 12:11
Qualcuno dice che giocare d'anticipo sia giusto per tutelare la salute dei consumatori però non si deve nemmeno scatenare un "metanolo mediatico" e poi magari le smentite o le precisazioni (che non fanno notizia) su chi ha lavorato correttamente vengono regolarmente pubblicate nelle ultime pagine e con pochissimo risalto.
Secondo voi il consumatore nel dubbio cosa farà? Continuerà a comprare vino? O riprenderà a farlo solo quando fra qualche anno la cosa sarà dimenticata. Però tutte le famiglie che sopravvivono con questo lavoro saranno mantenute da giornalisti a cui piace solo apparire in prima pagina?
Postato da : vignaiolo | 11.04.08 12:22
@davide negri, meno male che ci sei tu con la tua logica ferrea!!!!
Peccato tu probabilmente ignori che purtroppo (e sottolineo purtroppo) il vino da tavola prodotto con uve ha un prezzo molto basso sul mercato all'ingrosso.
Certo che vanno colpiti duramente i produttori che fanno "intrugli", ma non si raggiunge tale scopo diffondendo notizie false e , quel che è peggio, tendenziose.
E lascia perdere la stampa che è meglio
Quanto ai passaggi di cui parli, una curiosità che abbiamo in tanti è, ad esempio, quanto hai pagato il timorasso a 6 cartoni alla volta.Bada bene, non è una domanda, è una curiosità , tanto per seguire il tuo discorso.
Un consiglio: prima di sparare prendi meglio la mira. Saluti
Postato da : Marco | 11.04.08 14:03
Domanda: Ma i Sig. Galassi e Sig. Sgarzi in quanto acquirenti...non hanno le stesse "colpe" di chi compra poi quelle bt al supermercato? Qual'è secondo voi la differenza? Perchè si devono sentire dei sofisticatori? Allora anche la massaia che ha aperto il vino e lo ha versato nel bicchiere del marito è "sofistricatrice"???
Postato da : simona | 11.04.08 14:04
@Marco
Io il Timorasso lo pago € 8.50+IVA in cantina.
Mi puoi spiegare dove sta la falsa notizia?
Il prezzo delle uva per vino da tavola è più basso? Ok peccato a €2 trovi pure doc e docg.
Ma la domanda molto semplice è: Come si fa ad ottenere vino e commercializzarlo a prezzi così bassi guadagnandoci? Di fronte a prezzi alti si riesce ad avere delle spiegazioni sul perchè costa di più,ma sul perchè costa poco...nebbia. E io parlo di rese per ettaro,dove sono i terreni,che tipo di vendemmia attuano ecc. Tutte cose molto semplici da spiegare per chi fa vino.O no? Se vai in cantina sociale ti portano pure a vedere i vigneti ma su alcune bottiglie in distribuzione non riesci nemmeno a capire chi le produce/imbottiglia. Ripeto, la mancata informazione data al cliente (cliente che potrei benissimo essere io), questa nebbia che si crea attorno ad alcuni prodotti non porta beneficio a nessuno.
@Simona
La massaia al supermercato non sa cosa sta comprando (ed è per questo che dico che manca informazione sopratutto in etichetta)
Chi invece compra vino per poi imbottigliarlo e rivenderlo mi sembra abbastanza strano che quantomeno non sappia o non si sia informato con chi andava a trattare.
Postato da : Davide Negri | 11.04.08 16:20
Mi scuserà Lizzy che voleva chiudere le trasmissioni, ma il continuare dei commenti mi spinge a intervenire nell’argomento, non per fare il pompiere ne l’avvocato difensore ma perché si stanno, almeno nella mia mente, mescolando diverse tematiche, indubbiamente fra loro collegate, che però necessitano di una chiarimento. Se ho ben capito le questioni sollevate sono state le seguenti
Etica del giornalista: qui mi sento di dire che Lizzy si é comportata al massimo della correttezza professionale nel riportare la notizia rispettando la tempistica delle indagini giudiziarie: se per i nominativi questo fatto chiaramente era il minimo che si poteva richiedere, per la notizia va dato atto che avrebbe potuto spararla ben prima (evitando appunto solo i nomi), come fatto in pompa magna da qualcun altro… Il conoscere in anticipo le notizie e i nominativi non fa che confermare la professionalità di Lizzy, ritenuta persona altamente affidabile dalle fonti (e come le abbia contattate credo proprio che siano fatti suoi). Lizzy non ha fatto che divulgare in leggero anticipo, date le possibilità del mezzo Internet e delle sue conoscenze, ciò che poche ore dopo hanno divulgato molti altri mass-media. Questo è il sacrosanto diritto del giornalista di dare notizia e del consumatore di sapere e se, purtroppo, è rimessa all’intelligenza di quest’ultimo, spesso offuscata, la capacità di discernere fra il nome sotto inchiesta (e possibile innocente) e il colpevole definitivo, non è certo colpa o merito del giornalista (quello che fa bene il suo mestiere, intendo).
Presunzione di innocenza: la presunzione di innocenza è stata comunque riportata da Lizzy sia nel post che in diversi commenti successivi. La stessa infelice frase “acquirenti di prodotti sofisticati”, inserita nel post iniziale e giustamente criticata dal Sig.Galassi, se interpretata nel contesto in cui era scritta e a seguito di precisazioni successive, non dà adito a dubbi. Benissimo hanno comunque fatto il sig. Galassi e i signori delle Cantine Sgarzi a intervenire per difendere i loro interessi sottolineando la loro estraneità all’acquisto dei prodotti incriminati, e chiaramente, sino a prova contraria, dovremmo tutti crederci (anche se la persona che in azienda ha selezionato il fornitore incriminato una bella strigliata, anche se presunto innocente, la dovrebbe ricevere…)
Discorso dell’attività inquirente e giudiziaria: bene ha fatto qualcuno a criticare la tempistica fra inizio dell’attività di indagine e l’autorizzazione giudiziaria al sequestro, sottolineando che a quel punto la pericolosità dei prodotti non dovrebbe sussistere (altrimenti ci si sarebbe mossi prima), ma altrettanto vero è che per queste indagini delicate necessitano di conferme e prove prima di muoversi. Sarebbe veramente devastante se si venisse a conoscenza che tempi così lunghi sono in realtà dovuti a negligenze od omissioni… A questo proposito, dovrebbe essere ricondotta la questione della divulgazione dei nomi o comunque della gestione “comunicativa” degli elementi di inchiesta.
Discorso della tutela dei consumatori e del personale (dipendenti/titolari) delle aziende coinvolte: quali interessi devono prevalere? Dire il peccato e non il peccatore? Qualcuno, in un sistema informativo imperfetto come il nostro, purtroppo ci rimette sempre…Rimane certo che non vanno colpevolizzati i giornalisti per i licenziamenti causa blocco/chiusura attività sia in caso di accertato coinvolgimento (responsabilità da ricercarsi in azienda) che di innocenza (responsabilità degli inquirenti???)
Allora, alla fine, nessun colpevole?
La professionalità di Lizzy (che sarà certamente confermata dagli aggiornamenti al caso che tempestivamente ci darà), la presunzione di innocenza dei soggetti coinvolti, l’attività delle forze inquirenti e della magistratura che segue tempi e modalità tipicamente italiane: tutto porterebbe a pensare, almeno per gli innocentisti come me, che per il momento non vi siano “colpevoli” (Aristide, non voglio entrare nella questione politica!) e che tutti abbiano una qualche giustificazione.
Eppure, pensandoci bene, il colpevole l’avrei trovato, anzi ne avrei trovati tanti: sono tutti coloro che credono che un prodotto della terra, che richiede sforzo e fatica, lavoro e amore, dedizione e tempo, si possa comprare al supermercato, o dovunque si desideri, a pochi decine di centesimi di euro.
Economie di scala, vini da tavola, gestione della filiera, politiche distributive e di prezzo avranno il loro peso, ma, per Dio, un po’ di dignità per questo splendido prodotto della natura, il soggetto che rimane, a mio avviso e per il momento, il vero autentico sconfitto…
(scusa Lizzy per aver ripreso il discorso, scusate tutti per la lunghezza)
Uno che ai soldi ci sta attento (ma che per bere vino, qualcosina più di un euro spende)
Postato da : alberto | 11.04.08 16:50
@Davide Negri, ma allora vivi nel paese dei balocchi......
@alberto, concordo.Solo una riflessione: dire il peccato e il peccatore,quando si è CERTI di quale sia peccato e dell'identità del peccatore.
E alla larga le generalizzazioni
Postato da : Marco | 11.04.08 17:15
Bhe allora Marco illuminami!Anche in via personale.
Postato da : Davide Negri | 11.04.08 17:18
Salve a tutti, di solito posto su vinix, ma un link mi ha portato qui.
Sono tra quei vignaioli che accusano per primi loro stessi di non fare comunicazione, di non fare informazione al consumatore.
Se il consumatore fosse infromato e non rimbecillito da anni di disinformazione propinata dalle industrie del "vino" attraverso la complicità dei mass media, capirebbe da solo che il vino sotto certi prezzi, non è vino.
E così lo capisce anche il signor CANTINA che è un operatore della filiera e conosce benissimo i costi di produzione.
INCAUTO ACQUISTO è il minimo che anche il più fesso e corrotto dei giudici dovrebbe dargli.
La soluzione comunque non risiede nella punizione di questi soggetti, ma nella informaizione corretta e leale al consumatore che sia messo in grado di compiere scelte consapevoli.
Se un consumatore vede e tocca con mano il grande lavoro fatto da un vignaiolo, credetemi , non le compera certe cose e quindi non ci sarebbe ragione di produrle !
Ciao a tutti
Paolo
Postato da : Paolo Carlo | 11.04.08 18:10
E' quello che sostengo io, ma si sa vivendo nel paese dei balocchi...:)
Postato da : Davide Negri | 11.04.08 18:30
Concordo in pieno con paolocarlo e davide e probabilmente vivo pure io nel mondo dei balocchi.... Su chi ha speculato sul vino onestamente devo dire che accanto ad alcuni produttori ci metterei pure qualcuno della stampa super specializzata, qualche guida, qualche associazione di sommelier ecc. ecc. Ma non allarghiamo troppo. Io vorrei porre una semplice domanda. Si trovano al supermercato bottiglie di chianti docg a 2,5 euro. Se togliamo il costo per bottiglia, sughero, etichetta, lavoridi cantina, trasporto, ricarico del venditore, qualcuno mi spiega come ci si guadagna? Qual'è il valore reale del vino dentro la bottiglia? Quanto costa un quintale di uva prodotta da vigne registrate a chianti? Quanto vino si può ottenere al quintale? P.s. dico chianti ma vale per tutte le grandi docg... per carità!
Postato da : andrea | 11.04.08 19:41
Per favore, fatelo per il bene del mio paese, la cooperativa tra produttori non è di Latiano (BR), ma di Matino (LE). Correggete gentilmente.
Postato da : Nick Molise | 12.04.08 16:14
Il conto è presto fatto, una bottiglia finita, senza il vino dentro costa 1,30 €
Per le doc e docg serie, le rese per Ha devono necessariamente essere ridotte al 70% altrimenti poi si deve arricchire il mosto o tagliare con vini meridionali.
Quindi una vigna che ti fa 70 Q.li per Ha ti produce, con la perdita del 20%, circa 5500 litri di vino.
Facciamo 5000
Se 1 Kg di uva da doc costa mediamente 0,60 centesimi, e ce ne vogliono 7000 per fare 6500 bottiglie pari a 5000 litri vuol dire che il vino costa solo di materia prima 4200 euro e quindi 0,65 centesimi per bottiglia.
Vogliamo metterci un pò di ore di lavoro tra vendemmia, fermentazione, rimontaggi, maturazione, filtrazione, stabilizzazione e imbottigliamento ?
Per lavorare 5000 litri secondo il conto della serva ci và un uomo per 6 mesi, parlando di un vino base e quindi almeno 1 euro al litro di manodopera.
Dove siamo arrivati ?
Ah si
1,30 + 1 + 0,65 = circa 3 euro alla bottiglia..
E ancora non stiamo affrontando quella cosa strana che si chiama guadagno, la provvigione dell'agente, il marketing, il trasporto... ecc ecc
Ecco, fatti i conti della serva assolutamente e puramente INDICATIVI..
Ciao
Paolo
Postato da : Paolo Carlo | 14.04.08 11:30
Caro e stimatissimo Dott. ALDO GALASSI, MI DICA UN PO': da quanto tempo collabora conn le cantine Borgo San Martino e con quello stimatissimo signore a nome SARTIRANO PIER DOMENICO? Credo proprio che quando lo "stimatissimo" sig.SARTIRANO PIER DOMENICO inizio' a "lavorare" lei fosse ancora in fasce..qui i casi sono 2: o lei percepisce uno stipendio da favola per tenere la bocca chiusa ( del resto anche il figlio di CIRAVEGNA - anno 1986-vino al metanolo - ERA "ENOLOGO")oppure veramente fa finta di non vedere perche' le conviene...ma non sarebbe ora di smetterla di prendere in giro la gente e di arricchirvi in questo modo infame? Quetsa piu' che rabbia e' voglia di ripulire tutto dalla melma...si vergogni e cambi lavoro, perche' tanto lei quel lavoro non lo fa ne' con rispetto ne' con professionalita'...chi va con lo zoppo impara a zoppicare...
LIZZY, sono con te! Basta con le menzogne.
Postato da : bionda64 | 05.05.08 12:28
UNO DEGLI ARTICOLI ALL'INIZIO MI HA MESSO IN ALLARME , VORREI SAPERE PER FAVORE , SE I SEGUENTI VINI ,
INZOLIA BIANCO CA.DO. , NERO D'AVOLA IL VECCHIO CASATO CA.DO. , PRIMITIVO SALENTO IL VECCHIO CASATO CA.DO. , ROSSO SALENTO IL VECCHIO CASATO CA.DO. , ACQUISTATI NEL SUPERMERCATO AUCHAN A 1 €
SONO SICURI ? . GRAZIE . ARRIVEDERCI .
Postato da : giacomo benati | 02.10.08 16:37
Considerato il prezzo che li ha pagati, (e sapendo quanto costa l'uva, la bottiglia, il tappo, ecc.)posso solo dire che sono vini mediocri.
Postato da : Lizzy | 02.10.08 18:55
Buongiorno a tutti.
Mi permetto di dire la mia, "da consumatore": NON sono un esperto, NON sono del campo del vino,NON sono un enologo, sono solo del campo del bicchiere....
Io da anni per principio, compero bottiglie di vino da qualche euro (5/6....), giusto per essere sicuro di pagare il contenuto piu' del contenitore, come si suol dire.... Torno oggi dalle colline del chianti, dove ho sentito di queste notizie: mi son messo a girare per la rete, e mi son imbattuto in questo articolo e commenti: Io fin'ora, DA CONSUMATURE, ho sempre sentito dire "impasto di uova marce utilizzato da note marche..." Si, ma QUALI??? "Prodotti scaduti di note marche, reimmassi sul mercato..." SI,MA QUALI MARCHE???? Mi son sempre infuriato per cio': perche' non devo sapere, chi "FORSE" ha (in buona fede, truffaldinamente, inconsapevolmente....), venduto alimenti tossici? Non parlo di discussioni accademiche (per me....), sulla corretta applicazione di metodologie di vinificazione, champenoise o non champenoise,questioni di metodologie che nulla han a che fare con la bonta' del prodotto.... ma qui si parla di alimenti tossici! Mi spiego: da ignorante quale sono, son ben consapevole di poter essere bellamente buggerato, con un sangiovese venduto per chianti.... lo assaggio, e' buono, lo bevo: fine della mia abilita' gustatoria...
Ma non voglio NEANCHE RISCHIARE, di bere pesticidi anziche' vino! Quindi, sono in totale disaccordo con chi perora la teoria del "aspettiamo tra anni, che le indagini sian fatte...." e io nel frattempo? Mi coltivo una vigna e mi pigio l'uva, o mi avveleno????
Piuttosto, DA CONSUMATORE, apprezzo di piu' che un Sig. Galassi della azienda S.Martino, che spiega ed argomenta, mettendoci nome e cognome, sull'accaduto: ebbene, io domani sarei ben propenso ad assaggiare un bicchiere del loro vino, se estraneo alla vicenda. Ma i nomi DEVONO essere fatti! Chi ha una azienda, SOPRATUTTO nel campo alimentare, purtroppo deve anche difendere il propio marchio, esattamente come il mio macellaio deve difendersi(o scusarsi), qual'ora la carne che mi vende risulti guasta dopo averla cotta: che non venga a dirmi "eh, ma chissa' se l'hai presa da me.... chissa' se non l'ai comprata il mese scorso....non ricordo.... non hai le prove..." Cosi' perde il cliente! Le grandi aziende fondamentalmente DEVONO seguire ( a mio avviso)l'etica del mio macellaio, o panettiere sotto casa! Per precedenti scandali alimentari in altri settori, MAI ho letto di societa' che spiegassero come, se o perche' fossero estranee alle vicende: semplicemente i nomi non venivano fatti, e tanto(continua)
Postato da : PatMat | 04.01.09 00:14
(...)bastava a far cadere la cosa.... Trovvo troppo semplicistico questo modo di fare: ormai le aziende (in tutti i campi), si nascondono dietro numeri,marchio, fatturato, notorieta', o distribuzione in catene,prezzi ribassati.... e dimenticano sempre piu' spesso, che il cliente deve avere fiducia. Vuole essere rassicurato, e magari apprezza piu' delle scuse, che non l'omerta'.
Ripeto: mi complimento grandissimamente con l'autrice dell'articolo; e mi complimento con il Sig. Galassi, che qui ha tanto fieramente difeso il proprio marchio: SU QUESTO DEVE ESSERE BASATO IL MERCATO! Io consumatore, DEVO avere il diritto di mettere in discussione la validita' del prodotto che mi viene offerto, e sta al venditore CONVINCERMI e PROVARMI la bonta' del suo prodotto! In questo modo, Sig. Aldo, poi si instaura anche quella "fedelta" e fiducia, tra lei e me, che mi spingera' anche domani non piu' a guardarla con diffidenza, ma anzi a difenderla magari anche a spada tratta, capisce?
Spero di non essere stato confusionario, ne' fuori luogo con questo intervento, e di buon grado lascio alla propietaria del blog la facolta' di rimuovere queste righe qual'ora le trovasse fuori tema o troppo prolisse.... rinnovo comunque i miei complimenti per questo sito, dove da ora in poi tentero' di frequentare per informarmi, senza piu' disturbare con interventi da profano....
Saluti e buon inizio d'anno a tutti!!!!
Postato da : PatMat | 04.01.09 00:28
oggi alla UNES di Basiglio (MI) ho comprato il vs chianti DOCG a 1,89.L'anno scorso l'ho pagato intorno ai 4 euro, non ricordo esattamente. Come è possibile?
Ringraziandovi sin d'ora vi porgo distinti saluti
Domenico Capussela
Postato da : domenico capussela | 11.02.09 13:22
poche settimane or sono ho comprato presso un ipermercato di napoli, ed in parte consumato, vino che apprendo già sotto inchiesta da oltre un anno. Come è possibile che tutta la filiera, dal produttore al rivenditore finale, hanno potuto impunemente cntinuare nella loro losca attivtà????
Postato da : ciro | 19.12.09 12:11