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Elogio del vinino

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"E' un vinino!" dice l'amico Angelo Peretti quando vuol mettere in guardia dal fatto che il liquido nel bicchiere non è esattamente un Amarone della Valpolicella 1995.

"Vinino", lungi da essere un diminutivo sminuente, nella nuova dialettica enoica sta per "vino godibile, fresco-floreale-fruttato, non impegnativo ma non per questo sempliciotto" (la definizione è mia).

Ebbene, come spesso accade alle idee semplici, simpatiche ed empatiche, il concetto è stato velocemente assunto e fatto proprio da un paio di blogger, dietro i quali la fila dei filo-vinini si sta velocemente ingrossando.

Insomma, si comincia a far sul serio, e per capire se ci si riconosce nella cosa e si è disposti ad abbracciarne la causa, ecco qui nientemeno che il manifesto.

Vinino? Sì, grazie. In abbondanza.

P.s: il vino della foto è proprio questo.

Commenti

Mi associo.
Credo che l'esigenza della ricerca del "vinino" nasca dalla stanchezza di bere tanti onnipresenti "vinoni" difficili, ma soprattutto dalla scarsa reperibilità di quei tanti e buoni "vinini" artigianali che abbiamo in Italia, opposta alla valanga di "vinelli" industriali "ben fatti" ma senza anima.

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