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    <title>Vinopigro</title>
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    <title>La sostenibile leggerezza dell&apos;essere...Bardolino</title>
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    <published>2010-03-10T09:23:39Z</published>
    <updated>2010-03-10T11:01:10Z</updated>
    
    <summary> Non c&apos;è dubbio, questi sono gli anni del Bardolino. Della sua (ri)scoperta, del suo (ri) lancio, della sua fortuna anche commerciale. Speriamo che sia solo l&apos;inizio. E soprattutto che duri....</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
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        <category term="Viaggi &amp; Assaggi" />
    
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        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/anteprima%20bardolino%20010.jpg"><img alt="anteprima bardolino 010.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/anteprima bardolino 010-thumb-350x466.jpg" width="350" height="466" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Non c'è dubbio, questi sono gli anni del Bardolino.</p>

<p>Della sua (ri)scoperta, del suo (ri) lancio, della sua fortuna anche commerciale.<br />
Speriamo che sia solo l'inizio.</p>

<p>E soprattutto che duri.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Perchè di vini(ni) come il Bardolino ce n'è un gran bisogno, in giro.</p>

<p>Abbiamo bisogno di un bere (anche) <em>friendly</em> e <em>sanamente popolano</em>, e non solo <em>grave</em>, cerebrale (per non dire <em>cervellotico</em>), che in certi assaggiatori (o aspiranti/sedicenti tali) fa tanto intellettuale radical-chic.</p>

<p>Ben vengano perciò iniziative come <a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2010/03/anteprima_bardolino_chiaretto.html">questa </a>del Consorzio Tutela Bardolino, che non a caso ha richiamato a Lazise (VR) non meno di 5 mila persone, lo scorso week end.</p>

<p>Cinquemila persone che hanno assaggiato solo spumanti rosè, Chiaretti fermi, Bardolino d'annata (con qualche rara escursione nel 2008). Insomma, quanto di più fresco, profumato, godibile  e leggero (in alcol e struttura) si riesce a immaginare. </p>

<p>Degli oltre cento e passa vini in degustazione, ne abbiamo assaggiati alcuni. <br />
Scelti a caso dall'elenco.</p>

<p>Due note, prima di cominciare.<br />
La prima positiva: il colore del Bardolino sta tornando ad essere del Bardolino. <br />
E non del Valpolicella. Tutti i campioni assaggiati presentavano un bel rosso rubino non denso, con una bella e brillante trasparenza e sfumature che andavano dal rosso vivo al rosso sangue, al viola.</p>

<p>La seconda nota è meno positiva: il 2009 non ci è sembrata una di quelle annate <em>pronte all'uso</em>. <br />
Non tutti i Bardolino insomma ci sono sembrati pronti per il consumo. <br />
Incredibile, vero? Ma anche un vin(in)o come questo può essere <em>pigro</em>. <br />
E quindi aver bisogno di più tempo per comporsi, assestarsi, trovare la sua fisionomia...</p>

<p>Tuttavia, a fronte di tanti Bardolino <em>ancora in pigiama</em>, ne abbiamo trovati alcuni già in<em> abito da sera</em>. <br />
Smaglianti, affascinanti, al naso e in bocca sfoderavano un campionario quasi dirompente di profumi e gusto.</p>

<p>E poi c'erano quelli in <em>abito da tutti i giorni.</em> Corretti, rassicuranti. <br />
Forse un po' anonimi. Ma riconoscibili.</p>

<p>Tutto questo per dire che per alcuni dei vini assaggiati il giudizio è sospeso.<br />
Cercheremo di riassaggiarli al Vinitaly, a oltre un mese dalla manifestazione lacustre.<br />
Per renderci conto della loro evoluzione.<br />
O della loro involuzione.</p>

<p><em><strong>Chiaretto Spumante 2009:</strong></em></p>

<p><strong>Fulvio Benazzoli,  Bardolino Chiaretto Doc 2009:</strong> colore rosa sfumato di rosso, ha un perlage fitto, fine, profumi floreali abbastanza dolci, con note agrumate rosse. Gusto coerente, piacevole, un po' sfuggente, ma fruttato perfino di frutta gialla (banana). @@@@</p>

<p><strong>Cantina di Castelnuovo del Garda, Bardolino Chiaretto Doc 2009</strong>*, : colore rosa con sfumature arancio, naso più agrumato che floreale, con ricordi di frutti rossi, gusto coerente, con qualche richiamo di erbe aromatiche, una discreta spalla acida. Più <em>sobrio</em> del 2008. @@@ <br />
(* Azienda <a href="http://www.fermentidigitali.com/">cliente</a>)</p>

<p><strong>Monte Saline, Bardolino Chiaretto 2009 metodo classico</strong> : colore rosa-aranciato, profumi floreali di camomilla, erbe del campo e frutta gialla (mela molto matura). Gusto più severo, un po' sfuggente. Intrigante al naso, un po' meno in bocca. @@@</p>

<p><strong>Villa Medici, Bardolino Chiaretto Doc 2009</strong> : colore rosa con sfumature arancio, profumi sottili ma intriganti di frutta rossa piccola e matura,  crema, gusto coerente, tendente all'agrumato. @@@</p>

<p>Inoltre abbiamo assaggiato i Bardolino Chiaretto Spumante delle aziende: Roeno, Tenuta San Leone, Tre Colline,  Valetti, Bergamini, Costadoro, Monte Oliveto.</p>

<p><br />
<strong>Bardolino 2009:</strong></p>

<p><strong>Albino Piona:</strong> colore rosso vivo, bei profumi rossi e verdi di erbe di prato e fiori, bocca coerente, fruttata, piacevole. @@@@</p>

<p><strong>Cantina Castelnuovo</strong>: Bardolino "Vintage". Colore intenso rosso vivo, scuro, profumi fruttati, freschi di erbe del prato. In bocca è coerente, fruttato e sapido, con una spiccata acidità. @@@</p>

<p><strong>Casaretti</strong>: colore rosso brillante, scuro, profumi tipici di frutta e fiori, bocca coerente, fruttata, piacevole. @@@</p>

<p><strong>Gerardo Cesari:</strong> colore rosso brillante e scuro, profumi e gusto di piccoli frutti rossi dolci e di rovo. @@@</p>

<p><strong>Le Vigne di San Pietro</strong> (<em>campione da vasca)</em>: rosso scuro, profumi fruttati al naso e in bocca, decisamente si sta facendo, e promette bene. @@@</p>

<p><strong>Monte del Fra</strong>: colore rosso vivo non fitto, fruttato al naso e in bocca, piacevole ed elegante, sapido e lungo. @@@</p>

<p><strong>Raval:</strong> colore rosso scuro, lucido, con profumi di frutta rossa ed erbe del campo, coerente e lungo. Uno dei Bardolino più tipici della batteria. @@@@</p>

<p>Inoltre abbiamo assaggiato i vini Bardolino di: Benazzoli, Bergamini, Vinicio Bronzo, Ca' Bottura, Campostrini, Canella, Casaretti, Cavalchina, Corradini, Corte Gardoni, Guerrieri Rizzardi, Le Fraghe, Giovanna Tantini. </p>]]>
    </content>
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    <title>Anteprima Bardolino &amp; Chiaretto 2010</title>
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    <published>2010-03-04T20:27:24Z</published>
    <updated>2010-03-04T20:41:25Z</updated>
    
    <summary> Formula che vince...si ripete....</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
        <uri>http://vinopigro.tigulliovino.it</uri>
    </author>
    
        <category term="Ségnati in agenda" />
    
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        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/laziese%2C%20dogana%20veneta.jpg"><img alt="lazise, dogana veneta.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/laziese, dogana veneta-thumb-350x262.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Formula che vince...si ripete.</p>]]>
        <![CDATA[<p>L'anno scorso era andata bene, anzi benissimo: improvvisamente, veronesi e non si erano accorti che esisteva (ancora) il Bardolino.<br />
E la sua versione <em>pink,</em> il Chiaretto. Uno dei più <em>azzeccati </em> e goduriosi vini da piatti estivi, soprattutto a base di pomodoro (o almeno, io così lo consumo, di preferenza. Ma non seguitemi, in cucina mi perdo subito).</p>

<p>Perciò, ecco che anche quest'anno il <a href="http://www.ilbardolino.com/anteprima-bardolino-e-chiaretto-2009.html">Consorzio del Bardolino </a>ha chiamato a raccolta una sessantina di aziende, che <strong>domenica 7 marzo, dalle 10 alle 18</strong> presenteranno personalmente i loro prodotti nella ormai collaudata location della Dogana di Lazise: oltre un centinaio i vini in degustazione libera. A questi sarà possibile abbinare, volendo, alcuni piatti tipici, tra i quali l'immancabile formaggio <a href="http://www.monteveronese.it/">Monte Veronese Dop.</a></p>

<p>Il lavoro di approccio e conoscenza dell'annata 2009, per i giornalisti, comincerà già <strong>sabato 6 marzo</strong>: al pubblico è invece dedicata tutta la giornata di domenica.</p>

<p>L'ingresso - caso raro - è assolutamente gratuito.</p>

<p>Perciò approfittatene. <br />
<em>Con moderazione.</em> </p>]]>
    </content>
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    <title>Gusto in Scena 2010</title>
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    <published>2010-03-01T18:23:57Z</published>
    <updated>2010-03-01T18:44:43Z</updated>
    
    <summary> Il vantaggio dell&apos;occuparmi professionalmente solo di vini, soprattutto da un punto di vista tecnico-scientifico, è che posso tranquillamente ignorare l&apos;ampio (colorato,variegato, spesso agitato) mondo della gastronomia e della ristorazione. Oppure occuparmene, ma con l&apos;atteggiamento del curioso in vacanza più...</summary>
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        <category term="Ségnati in agenda" />
    
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        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/isola%20della%20Giudecca%2C%202.jpg"><img alt="isola della Giudecca, 2.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/isola della Giudecca, 2-thumb-350x262.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Il vantaggio dell'occuparmi professionalmente solo di vini, soprattutto da un punto di vista tecnico-scientifico, è che posso tranquillamente ignorare l'ampio (colorato,variegato, spesso <em>agitato</em>) mondo della gastronomia e della ristorazione.</p>

<p>Oppure occuparmene, ma con l'atteggiamento del curioso in vacanza più che del critico <em>rompiqualcosa</em>, solo una volta ogni due anni. </p>

<p>Quando va in <a href="http://www.gustoinscena.it/index.php">Scena il Gusto</a>, per esempio.</p>]]>
        <![CDATA[<p>La <em>kermesse</em> è partita giusto oggi, al Molino Stucky di Venezia, e proseguirà solo fino a mercoledì. <br />
<strong>Gusto in Scena</strong>, ideato dal vulcanico Marcello Coronini, non vuol essere l'ennesimo  congresso gastronomico - si legge nei comunicati -  ma un momento per "mettere al lavoro" i professionisti del gusto, chef, cantine e produttori di specialità, per rafforzare l'identità della cucina italiana. </p>

<p>Ristorazione, vino e prodotti eccezionali si riuniranno in un solo luogo, il Molino Stucky Hilton Venice, per dare <strong>un messaggio culturale</strong> a professionisti del settore, giornalisti e appassionati.<br />
 <br />
La manifestazione (l'ultima edizione della quale si era tenuta nel 2008, stessa <em>location</em>) vedrà tra l'altro il battesimo ufficiale della nuova dentità di due vini storici del Veneto, l'ex-Tocai Rosso (oggi solo Tai) e il Lison Classico.</p>

<p>Perchè in questa parte del Veneto non si pò vivere di solo Prosecco.</p>

<p>Tra i messaggi più o meno scontati e/o istituzionali emersi nel giorno inaugurale, uno ci pare sempre di grande attualità: la dimostrazione che "<em>il sistema Veneto  sa raccogliere l'invito a non considerare ristorazione e vino due mondi separati ma due parti dello stesso sistema, che rappresenta l<strong>'identità della cucina italiana</strong>. </p>

<p>Quest'ultima sarà tema di discussione per i tre giorni al congresso <strong>Chef in Concerto</strong>. </p>

<p>Una proposta di definizione da parte di Marcello Coronini c'è già. </p>

<p><strong>L'identità della cucina italiana è data dall'unione tra natura e cultura,</strong> ovvero la ricchezza dei prodotti tipici di ogni regione uniti al sapere dei cuochi, che sanno elaborare con originalità il sapere spesso tramandato dalle generazioni precedenti. Come dire: anche negli chef più innovativi c'è un po' di "nonna</em>"..."<br />
 <br />
Lascio ad altri le disquisizioni più o meno filosofiche su questo concetto - come già detto, non mi occupo di cucina se non quando arriva il momento di mettermi a tavola.</p>

<p>Se il congresso vedrà i cuochi protagonisti, a <strong>I Magnifici Vini </strong>e <strong>Seduzioni di Gola</strong>, sarà invece il turno del pubblico, che potrà conoscere grandi vini italiani e specialità gastronomiche di tutta Italia.</p>

<p>E poi c'è Venezia:  vale sempre un giretto...</p>]]>
    </content>
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    <title>Corvina segreta</title>
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    <published>2010-02-26T16:05:56Z</published>
    <updated>2010-02-26T17:39:55Z</updated>
    
    <summary> La corvina è l&apos;uva rossa più importante del Veronese, alla base dei suoi vini più famosi, primo tra tutti l&apos;Amarone della Valpolicella, nel quale interviene in una misura che può arrivare fino all&apos;80 per cento....</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
        <uri>http://vinopigro.tigulliovino.it</uri>
    </author>
    
        <category term="A che punto è la ricerca" />
    
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        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/CORVINA-thumb-250x404.jpg"><img alt="Thumbnail image for CORVINA.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/assets_c/2010/02/CORVINA-thumb-250x404-thumb-250x404.jpg" width="250" height="404" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>La corvina è l'uva rossa più importante del Veronese, alla base dei suoi vini più famosi, primo tra tutti l'Amarone della Valpolicella, nel quale interviene in una misura che può arrivare fino all'80 per cento.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Oggi l'Amarone della Valpolicella è un vino di enorme successo, al punto che tutti cercano di imitarlo, com'è noto. <br />
Ma <strong>qual'è il suo segreto</strong>?<br />
L'uvaggio di <em>cultivar</em> autoctone? La tecnica dell'appassimento? Il terroir? Gli stili produttivi?</p>

<p>Ciascuno può darsi una risposta diversa.</p>

<p>La ricerca scientifica la sta cercando nell'<em>infinitamente piccolo: i geni. </em></p>

<p>Grazie alle <strong>nuove tecnologie di sequenziamento del DNA</strong> (<a href="http://www.nature.com/nmeth/journal/v5/n1/full/nmeth1156.html"><em>next generation sequencing technologies)</a></em> per la prima volta al mondo il<a href="http://www.ricercaitaliana.it/primopiano/pp_dettaglio-95.htm"><strong> Centro di Genomica Funzionale</a> </strong>dell'Università di Verona (ricercatori i prof. Mario Pezzotti e Massimo Delledonne e i loro staff), sostenuto da <a href="http://www.fondazionecrverona.org/">Fondazione Cariverona </a>e <a href="http://www.orvit.it/">Orvit,</a> è riuscito a mappare i geni di un vitigno autoctono: l<strong>a corvina.</strong>(clone 48)</p>

<p>La ricerca, molto complessa, è durata 3 anni e ha prodotto alcuni risultati di grande interesse, alcuni dei quali proviamo a sintetizzare pur nel limite di un post:</p>

<p>1) sono stati i<strong>ndividuati 479 modelli genici fino ad oggi sconosciuti </strong>alla comunità scientifica, molti dei quali sono assenti nel genoma del PN 40024 (il clone di pinot nero il cui genoma è stato completamente decodificato nel 2007).</p>

<p>2) anche nella corvina è stata <strong>individuata una piccolissima inserzione</strong> presente nel PN 40024, ma mentre in quest'ultimo appare inattiva (<em>pseudogene</em>), nell'uva veronese si è dimostrata attiva, coinvolta nella sintesi dei flavonoidi e di altre molecole legate a sue caratteristiche tipiche; </p>

<p>3) Durante l'appassimento entrano in azione ben <strong>415 geni</strong> che controllano la produzione di metaboliti secondari e aromi tipici dell'Amarone. <em>Il tempo del riposo </em>delle uve perciò si presenta come un processo molto complesso e articolato, che coinvolge geni ben precisi e fortemente caratterizzati, come quello della <strong>beta amirina sintasi</strong>, quelli della <strong>strictonisidina sintasi</strong> e della <strong>delta cadinene sintasi</strong>;</p>

<p>4) è stato confermato che il genoma di corvina non mostra segni di incrocio tipici delle specie sottoposte a miglioramento genetico intensivo; il 75% dei polimorfismi del DNA(SNP, <em>single nucleotide polymorphisms)</em> conferma che le due copie del genoma presenti in ogni cellula differiscono in molti punti.</p>

<p>In conclusione, come si legge in un <em>abstract</em> finale, "<em>il sequenziamento del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trascrittoma"><em>trascrittoma </em></a>di corvina e la sua comparazione con il genoma di riferimento PN 40024 hanno permesso di scoprire oltre 500 nuovi geni, molti dei quali mancano completamente nel genoma di riferimento, e di identificare ben 450 varianti trascrizionali in 345 geni coinvolti nello sviluppo della bacca.</p>

<p>Questi dati confermano una peculiarità e complessità trascrizionale del processo di maturazione dell'uva corvina davvero formidabile"</em>. </p>]]>
    </content>
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    <title>Amarone Vintage Preview, via Palate Press</title>
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    <published>2010-02-25T07:47:15Z</published>
    <updated>2010-02-25T07:59:10Z</updated>
    
    <summary> Chi mi conosce sa quanto detesti parlare di me, ma in questo caso non posso esimermi dal farlo perchè fa parte dell&apos;accordo con l&apos;editore....</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
        <uri>http://vinopigro.tigulliovino.it</uri>
    </author>
    
        <category term="Qualcosa di me" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/Palate%20Press.jpg"><img alt="Palate Press.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/Palate Press-thumb-350x95.jpg" width="350" height="95" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Chi mi conosce sa quanto detesti parlare di me, ma in questo caso non posso esimermi dal farlo perchè fa parte dell'accordo con l'editore.</p>]]>
        <![CDATA[<p>E' perciò con una certa soddisfazione che vi segnalo <a href="http://palatepress.com/2010/02/amarone-preview-vintage-2006/">questo pezzo</a>, pubblicato sul prestigioso<em> wine magazine</em> <strong>Palate Press.</strong></p>

<p>Scrivere in una lingua diversa dalla propria non è mai facile, quando poi la dimestichezza che si ha della lingua straniera non si discosta da un discreto livello scolastico, la fatica raddoppia.</p>

<p>Tuttavia, grazie alla collaborazione e alla pazienza dell'amica <a href="http://www.catavino.net"><strong>Gabriella Opaz</strong></a>, e all'interesse (quasi entusiasmo) dimostratomi dal <em>publisher</em> <a href="http://palatepress.com/our-staff/publisher/"><strong>David Honig </strong></a>e dall<em>'executive editor</em> <a href="http://palatepress.com/2009/08/meg-houston-maker/"><strong>Meg Houston Maker</strong></a>, l'impresa è andata felicemente in porto.</p>

<p>Inizia così la mia nuova avventura sul web, e non potevo che inaugurarla con il re dei vini rossi veronesi: l'Amarone.</p>

<p>Buona lettura a tutti, o come si dice in questi casi: <em>pour another glass, read on and enjoy!</em></p>]]>
    </content>
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    <title>Doc Venezia</title>
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    <published>2010-02-23T20:08:59Z</published>
    <updated>2010-02-23T20:30:48Z</updated>
    
    <summary> Il Veneto ha una nuova Doc. Decisamente, ci mancava....</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
        <uri>http://vinopigro.tigulliovino.it</uri>
    </author>
    
        <category term="Comunicati Stampa" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/Isola%20di%20S.jpg"><img alt="Isola di S.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/Isola di S-thumb-350x262.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Il Veneto ha una nuova Doc.<br />
Decisamente, ci mancava.</p>]]>
        <![CDATA[<p>"Una nuova <strong>Denominazione d'Origine Controllata "Venezia"</strong>, che ricomprenda l'intero territorio delle province di Venezia e Treviso; una modifica delle attuali DOC "Piave" e "Lison Pramaggiore" in modo da caratterizzare ancora di più il legame tra vitigno e territorio per i vini maggiormente rappresentativi; l'attribuzione della DOCG, Denominazione d'Origine Controllata e Garantita, alle due produzioni di punta: il Malanotte e il Lison. </p>

<p>E' questa la richiesta che la Regione, in accordo e in rappresentanza dell'intera filiera, presenterà e sosterrà al Ministero delle politiche agricole perché venga al più presto realizzata una piramide qualitativa più definita e riconoscibile dell'intera enologia della parte orientale del Veneto.</p>

<p>Lo ha deciso stamani la <a href="http://www.regione.veneto.it/La+Regione/Giunta/">Giunta veneta</a>, su iniziativa del vicepresidente Franco Manzato, che si è fatto portavoce del piano strategico elaborato assieme ai produttori delle attuali DOC "Vini del Piave" e Lison Pramaggiore". <br />
"<em>L'obiettivo</em> - ha spiegato Manzato - <em>è la valorizzazione delle produzioni delle attuali zone a DOC, fondate prevalentemente su vini cosiddetti varietali, per riposizionarle sul mercato ed evitare la banalizzazione che potrebbe derivare dalla nuova Organizzazione Comune di Mercato del Vino, che ha sostanzialmente equiparato le Denominazioni di territorio con i vini che riportano in etichetta il nome del vitigno. </p>

<p>In proposito i produttori delle attuali DOC hanno elaborato <strong>una proposta di completa revisione dell'articolazione della designazione dei vini,</strong> per arrivare ad un sistema che consenta alle imprese vitivinicole del territorio di recuperare efficienza e visibilità sui più importanti mercati internazional</em>i".</p>

<p>Il progetto identifica appunto nei due prodotti di punta per tradizione e qualità, <strong>Malanotte e Lison</strong>, gli "ambasciatori" della comunicazione del valore qualitativo del territorio, con il riconoscimento della DOCG. <br />
Rivede inoltre l'offerta delle attuali denominazioni "Vini del Piave o Piave" e "Lison Pramaggiore" identificandole con alcuni prodotti tipici, mantenendo peraltro nel disciplinare anche alcuni vini internazionali ai quali il territorio conferisce particolare livello qualitativo. <br />
Prevede infine la nuova DOC "Venezia" come strumento in grado di affrontare il mercato dei vitigni internazionali, oggi "gestito" essenzialmente dalla grande distribuzione, con nome e volumi che in rapporto alla qualità/prezzo riescano ad essere concorrenziali con i grandi competitori mondiali". (Comunicato Ass.Agr. Veneto).</p>

<p>Per il resto del mondo che probabilmente ignora cosa sia un Malanotte, dirò che non è altro che il nuovo nome del Raboso Doc Piave Superiore. La nuova definizone viene dal cognome di una famiglia di vignaioli, proprietaria di una bella azienda, che per generazioni negli ultimi due secoli si è prodigata per l'ammodernamento della viticoltura in tutta l'area Doc Piave.<br />
Le uve ex-Raboso Superiore sono state vendemmiate come Malanotte solo nel 2008: il loro disciplinare di produzione prevede che una parte dell'uva (tra il 15% ed il 30%) sia sottoposta ad appassimento, per smussare la <em>severità</em> tipica del Raboso Doc Piave.<br />
L'invecchiamento minimo previsto, uno dei più lunghi stabiliti dalla legge italiana, è di 3 anni, di cui 1 interamente effettuato in legno. <br />
Il primo Malanotte perciò sarà in commercio solo l'anno prossimo. </p>

<p>E nel frattempo è probabile che gli venga riconosciuta la <em>garantita</em>.<br />
Niente da dire, anche tra i vini c'è chi nasce fortunato.<br />
Ultimamente, quelli del Veneto Orientale lo sono parecchio.</p>

<p>Curioso, no?<br />
I</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>2010, l&apos;anno dell&apos;orgoglio del vino</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2010/02/2010_lanno_dellorgoglio_del_vi_1.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.tigulliovino.it/cgi-bin/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=8/entry_id=1780" title="2010, l'anno dell'orgoglio del vino" />
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    <published>2010-02-19T11:24:35Z</published>
    <updated>2010-02-19T11:53:26Z</updated>
    
    <summary> Lo dissi qui: Andrea Dal Cero è uno dei migliori giornalisti della carta stampata a sfondo enoico attualmente in circolazione. Un concentrato di stile, mestiere (giornalistico) e soprattutto buon senso socialmente pericoloso, da che il buon senso è stato...</summary>
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        <category term="Ségnati in agenda" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/hot_trends_2010-300x225.png"><img alt="hot_trends_2010-300x225.png" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/hot_trends_2010-300x225-thumb-300x225.png" width="300" height="225" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Lo dissi <a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2008/10/in_memoria_di_capitalvino.html">qui</a>: <strong>Andrea Dal Cero</strong> è uno dei migliori giornalisti della carta stampata a sfondo enoico attualmente in circolazione.</p>

<p>Un concentrato di stile, mestiere (giornalistico) e soprattutto buon senso <em>socialmente pericoloso</em>, da che il buon senso è stato mandato in esilio dal senso comune.</p>]]>
        <![CDATA[<p>E sì, ovviamente siamo d'accordo con lui, sottoscriviamo ogni virgola del suo ultimo corsivo su<a href="http://www.lamadia.com/"> "La Madia":</a> <br />
<em>E' un mondo strano, quello in cui ci si deve dichiarare orgogliosi di essere consumatori e conoscitori di un prodotto alimentare. <br />
</em><br />
L'articolo, imperdibile, (<span class="mt-enclosure mt-enclosure-file" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/orgoglio.pdf">orgoglio.pdf</a></span>) costituirà la base di discussione del convegno in programma al <a href="http://www.abcfiere.com/fiera_mia_rimini_45.php">MIA </a>di Rimini, <strong>lunedì 22 febbraio alle 10.30</strong>, padiglione A2, Spazio AIS.</p>

<p>Perchè anche noi, come tanti, non ne possiamo più della <strong>dittatura della paura e della colpevolizzazione.</strong></p>

<p>"<em>2010 l'anno dell'orgoglio del vino. Contro ogni logica di proibizione e di cattiva informazione dichiariamo il 2010 "anno dell'orgoglio del vino". Per non sentirci vittime, per non definirci complici, per ritrovarci intellettualmente onesti e per riaffermare, orgogliosamente, se mai ce ne fosse bisogno, le connotazioni positive del vino"</em>.</p>

<p>Un'ultima annotazione, rivolta agli amici produttori: carissimi, cominciamo ad averne abbastanza, noi consumatori, di dovervi cavare le castagne dal fuoco. </p>

<p>Come dice l'amico e collega Andrea nel suo pezzo, avremmo voluto che questa dichiarazione d'orgoglio fosse venuta da voi. Cosa state facendo per impedire questa <em>deriva </em>che fa sentire un criminale chiunque osi ancora <em>pasteggiare</em> con il nettare di Bacco? Beh, qualunque cosa sia, <strong>non basta</strong>. Oppure è inefficace.</p>

<p>Insomma, fate qualcosa, una buona volta. <strong><strong>Davvero</strong></strong>. </p>]]>
    </content>
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<entry>
    <title>Quel gioiello dell&apos;Amarone...</title>
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    <published>2010-02-18T09:36:00Z</published>
    <updated>2010-02-18T09:57:46Z</updated>
    
    <summary> C&apos;è l&apos;Amarone che si beve. E quello che si sfoggia....</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
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    </author>
    
        <category term="Succede anche questo" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/amaronejewels.jpg"><img alt="amaronejewels.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/amaronejewels-thumb-350x349.jpg" width="350" height="349" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>C'è l'Amarone che si beve.</p>

<p>E quello che <em>si sfoggia</em>.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Siamo sempre in tema di scopiazzamenti: quando un prodotto ha successo, i tentativi di copiatura non si contano. </p>

<p>Questa volta però non si tratta dell'ennesimo <em>vino tarocco</em>, e nemmeno di una linea di intimo o di un ristorante. </p>

<p>Bensì di una <strong>linea di gioielli.</strong></p>

<p>La design è una giovane e creativa disegnatrice colombiana, <strong>Catalina Sierra,</strong> che alla nostra domanda su perchè abbia scelto proprio il nome del famoso vino rosso veronese per le sue creazioni, ci ha risposto che è perchè <em>ama questo vino, sebbene non sia mai stata in Valpolicella, e perchè conoscendo il suo successo ha pensato che sarebbe stato un nome perfetto per i suoi gioielli.</em></p>

<p>Per chi vuole approfondire, <a href="http://www.amaronejewels.com/">questo è il suo sito</a>. <br />
Obiettivamente, i gioielli che propone sono eleganti, originali e realizzati con materiali preziosi - oro, argento, pietre preziose -.</p>

<p>Per una volta perciò, possiamo ben dire che questa ennesima dimostrazione della fortuna del nome dell'Amarone nel mondo è all'altezza del pregio del modello originale.</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>&quot;Rosecco&quot;</title>
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    <published>2010-02-10T16:59:14Z</published>
    <updated>2010-02-10T17:09:49Z</updated>
    
    <summary> Venire copiati è uno dei prezzi del successo. E un Prosecco rosé è proprio quello che ci mancava....</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
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    </author>
    
        <category term="Succede anche questo" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/Zaia%20fra%20Muggeo%20%28sn%29%20e%20Alonzi%20%28dx%29-1.jpg"><img alt="Zaia fra Muggeo (sn) e Alonzi (dx)-1.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/Zaia fra Muggeo (sn) e Alonzi (dx)-1-thumb-350x232.jpg" width="350" height="232" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Venire copiati è uno dei prezzi del successo.</p>

<p><br />
E un Prosecco <em>rosé </em>è proprio quello che ci mancava.</p>]]>
        <![CDATA[<p>"<em>La smisurata fantasia degli agropirati stava per colpire uno degli importanti motori dell'industria vinicola della penisola: il <strong>Prosecco</strong>. <br />
Giocando sull'assonanza dei nomi e sui colori delle etichette per trarre in inganno i consumatori, questa volta stavano per finire sulle tavole inglesi 14.400 bottiglie di Rosecco</em>".</p>

<p>Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta l'operazione portata a termine dai funzionari dell'ICQRF di Conegliano che hanno proceduto al <strong>sequestro di 14.400 bottiglie di vino denominato "Rosecco - vino spumante Brut - Rosé", </strong>prodotto e imbottigliato da una ditta del trevigiano e destinato al mercato inglese.</p>

<p>"<em>Questo </em>- ha concluso il Ministro - <em>è un tentativo maldestro di infangare i nostri marchi all'estero. Infatti le bottiglie erano in partenza per la Gran Bretagna e nell'etichetta era riportato con caratteri molti evidenti il termine "Rosecco", che richiama in modo palese la denominazione d'origine Prosecco</em>".</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Territori a confronto, ovvero: esiste nei nostri vini uno stile Italia?</title>
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    <published>2010-02-05T17:38:05Z</published>
    <updated>2010-02-05T22:05:44Z</updated>
    
    <summary> Esiste uno stile Italia? Pur nella diversità di stili produttivi e territori, si può dire che i vini italiani parlino tutti la stessa lingua?...</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
        <uri>http://vinopigro.tigulliovino.it</uri>
    </author>
    
        <category term="Viaggi &amp; Assaggi" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/territori%20a%20confronto.jpg"><img alt="territori a confronto.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/territori a confronto-thumb-350x262.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Esiste uno <em>stile Italia</em>? </p>

<p>Pur nella diversità di stili produttivi e territori, si può dire che i vini italiani parlino tutti la stessa lingua? </p>]]>
        <![CDATA[<p>Questa domanda è stata al centro di una bella degustazione organizzata di recente a <a href="http://www.villaquaranta.com/">Villa Quaranta</a>: "Territori a confronto".</p>

<p>Una due-giorni per scoprire territori italiani a grande vocazione vinicola nell'espressione di cinque diverse realtà: Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Sicilia. </p>

<p>Una mini verticale con le annate dal 2004 e 2006 per scoprire le evoluzioni nella storia delle aziende protagoniste del piccolo evento, ovvero: <br />
 <br />
<a href="http://www.giacomofenocchio.com/">Az.Giacomo Fenocchio</a> (Bussia - Monforte d'Alba);<br />
<a href="http://www.tommasiwine.it">Tommasi Viticoltori </a>(Pedemonte di Valpolicella - Verona: i padroni di casa); <br />
<a href="http://www.poderibiscarelli.com">Az.Boscarelli</a> (Cervognano di Montepulciano); <br />
<a href="http://www.tabarrini.com">Tabarrini</a> (Montefalco - Perugia); <br />
<a href="http://www.pietrobeconcini.it/intro.html">Pietro Beconcini</a> (San Miniato - Pisa); <br />
Girolamo Russo (Passopisciaro - Etna - Catania).</p>

<p>Barolo, Amarone, Sagrantino di Montefalco, Etna Rosso, Nobile di Montepulciano,  Tempranillo: obiettivamente, al di la' del fatto che si trattava in tutti i casi di <em>signori vini,</em>, esemplari della loro tipologia, ci è sembrato che in comune avessero poco. </p>

<p>Salvo, forse, il fatto di parlare tutti una lingua: quella della propria terra d'origine.</p>

<p>Una <em>cadenza piemontese</em> inconfondibile nel caso del Barolo Bussia, ma anche un evidente<em> accento toscano</em> nel <a href="http://www.vinoglocal.it/post/585/il-vino-tempranillo-toscano-dellazienda-agricola-beconcini">Tempranillo,</a> forse il caso più curioso e interessante di <em>acculturazione viticola </em> (chissà se si può dire) di questa degustazione, una marcata cadenza veronese per l'Amarone....Eccetera.</p>

<p>E' nella <strong>varietà </strong>che si può intravvedere lo <em>stile nazionale?</em></p>

<p>Il confronto - organizzato dal collega giornalista Riccardo Gabriele con la complicità divertita e l'ospitalità della famiglia Tommasi - si è rivelato comunque simpaticamente istruttivo: alla degustazione erano presenti giornalisti del settore italiani ed esteri, ed è stato interessante constatare come spesso anche tra gente scafata del mestiere  i pareri, le sensibilità, le opinioni non collimano, a prescindere dalla qualità (in questo caso indiscussa) dei vini: dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che quella della <strong>degustazione</strong> è un'<strong>arte</strong>, per di più <strong>personale</strong> (e quindi <em>opinabile</em>).</p>

<p>Dei vini assaggiati nelle diverse annate mi limito a citare quelli che sono piaciuti di più a me (e non è detto che siano gli stessi che sono piaciuti agli altri colleghi).</p>

<p>Fenocchio, <strong>Barolo Bussia 2004</strong>: @@@@<br />
Boscarelli, <strong>Nobile di Montepulciano 2005:</strong> @@@@<br />
Russo, <strong>Etna Rosso Doc San Lorenzo 2005</strong>: @@@@<br />
Tabarrini, <strong>Sagrantino di Montefalco 2003</strong>: @@@@@<br />
Tommasi <strong>Amarone della Valpolicella 2004:</strong> @@@@<br />
Beconcini, <strong>Igt Toscana Rosso Vigna alle Nicchie 2004</strong>: @@@@<br />
Lo stesso vino, annata 2006: @@@@@</p>

<p>Al di la' del carattere di ciascuno, tutti i vini assaggiati (e bevuti, sia a pranzo che a cena) mostrano di condividere una certa tendenza alla bevibilità, all'equilibrio e all'eleganza, che non sempre raggiungono a causa della giovane età (lo stesso Barolo del 2004 è praticamente un infante). </p>

<p>E tutti appaiono un po' vittime del <em>fattore B.</em><br />
"B" come bottiglia.<br />
Che spesso viene aperta anzitempo.</p>

<p>Perchè sempre più spesso non vengono rispettati i tempi dell'affinamento in vetro: il mercato incalza, vuole vini pronti subito.</p>

<p>Ma "subito", con tipologie come l'Amarone o il Barolo, il Sagrantino o il Nobile, è un termine che andrebbe cancellato dal vocabolario. </p>

<p>Si possono provare ad accorciare i tempi lavorando sodo in campagna e in cantina,  e a volte si riesce nell'intento - almeno in parte. <br />
Senonchè la prospettiva di una vita lunga e serena rischia di uscirne compromessa. </p>

<p>E questo sarà bene che i produttori di certi vini si abituino a metterlo in conto.</p>

<p>L'Amarone della Valpolicella, per esempio...</p>]]>
    </content>
</entry>

<entry>
    <title>Anteprima Amarone 2006: note sparse</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2010/01/anteprima_amarone_2006_note_sp.html" />
    <link rel="service.edit" type="application/atom+xml" href="http://www.tigulliovino.it/cgi-bin/mt-atom.cgi/weblog/blog_id=8/entry_id=1773" title="Anteprima Amarone 2006: note sparse" />
    <id>tag:www.tigulliovino.it,2010:/vinopigro//8.1773</id>
    
    <published>2010-01-31T17:51:30Z</published>
    <updated>2010-02-01T14:55:50Z</updated>
    
    <summary> C&apos;era una particolare aria di festa nell&apos;Anteprima Amarone di quest&apos;anno: si respirava un (legittimo) senso di soddisfazione. Per almeno tre motivi....</summary>
    <author>
        <name>Lizzy</name>
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    </author>
    
        <category term="Succede anche questo" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/uve%20in%20cassetta.jpg"><img alt="uve in cassetta.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/uve in cassetta-thumb-350x262.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>C'era una particolare aria di festa nell'Anteprima Amarone di quest'anno: si respirava un (legittimo) senso di soddisfazione.</p>

<p>Per almeno tre motivi.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Motivo n.1: la conquista del premio <a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2009/10/la_valpolicella_wine_region_of.html">"Wine Region of Year"</a>, da anni vanamente rincorso.</p>

<p>Motivo n.2: il <a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2009/11/amarone_e_recioto_docg_seconda.html">raggiungimento della Docg.</a></p>

<p>Motivo n.3: l'ottenimento dell<em>'impossibile.</em> Come la <a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2009/07/_e_estate_ma_anziche.html">riduzione delle uve da mettere a riposo</a>, almeno per quest'anno. <br />
Ma anche la creazione a tempo di record di un apposito <a href="http://www.siquria.it/index.php?option=com_content&view=article&id=19&Itemid=27">organismo di certificazione</a>, entrato in funzione esattamente nello stesso giorno in cui diventava operativa la nuova Ocm vino.</p>

<p>Queste le principali novità espresse dal presidente del <a href="http://www.consorziovalpolicella.it/">Consorzio Valpolicella </a><strong>Luca Sartori </strong>nell'affollatissima conferenza stampa di presentazione dell'evento, tenutosi in Fiera a Verona, durante la quale è stata presentata  l'annata 2006 nei suoi aspetti agronomici ed enologici.</p>

<p>Il 2006 è un'annata con alcune caratteristiche particolari, (uve sanissime, bei colori, bassa acidità) che ha dato vini <em>coerenti</em>.</p>

<p>Con gli amici <em>wine blogger</em> <a href="http://www.stefanoilnero.com/">StefanoilNero</a> e <a href="http://www.aristide.biz">Aristide </a>abbiamo assaggiato alla cieca circa la metà dei 66 vini in degustazione, 25 dei quali erano campioni da botte.<br />
I restanti li abbiamo cercati ai banchi dei produttori, o li abbiamo richiesti alla cena offerta dal Consorzio a giornalisti e produttori.</p>

<p>L'impressione complessiva è presto detta: <strong>la qualità generale si è alzata.</strong><br />
La <strong>morbidezza a tutti i costi,</strong> con residui zuccherini degni di un Recioto (più o meno <em>scapà</em>) <strong>ha fatto più di un passo indietro</strong>.</p>

<p>Si nota una certa <strong>ricerca di eleganza</strong>, che tuttavia pochi riescono davvero a raggiungere. L'impegno però c'è, e questo è lodevole.</p>

<p>In alcuni casi, si avverte perfino un ritorno ad uno <strong>stile più tradizionale</strong>, fatto di affinamenti in legno grande (anzichè in barrique nuove di zecca), e quindi più <em>abbinabile</em> ai pasti.</p>

<p>Tuttavia, la bassa acidità dell'annata fa di questi Amarone della Valpolicella vini nella maggior parte dei casi già pronti, da bere subito. <br />
Questa è un'ottima notizia da un punto di vista <em>commerciale</em>, meno buona su quello <em>enologico</em>.</p>

<p>Ovviamente si farà la prova: prenderò alcune bottiglie di quest'annata e le dimenticherò in cantina per alcuni anni. Per testarne la <em>longevità</em>.</p>

<p>Sulla quale, però, non mi sento di <em>scommettere</em>.</p>

<p><em>Nota:</em> Considerata la mia <em>refrattarietà</em> alla redazione di <em>note di degustazione</em>, mi limiterò a riportare solo il mio personale <em>indice di gradimento</em> (detto <em>giudizio sintetico)</em> per i vini che in degustazione (alla cieca e non) hanno raggiunto il punteggio più alto.</p>

<p>Se però qualche produttore fosse curioso di conoscere anche il mio <em>giudizio analitico</em>, mi scriva e glielo fornirò.</p>

<p><strong>Campioni di botte: </strong></p>

<p><strong>Latium</strong>: @@@@@<br />
<strong>Terre di Leone</strong>: @@@@</p>

<p><strong>Bottiglie:</strong></p>

<p><strong>Corte Campagnola</strong>: @@@@<br />
<strong>Fraccaroli Domenico</strong>: @@@@<br />
<strong>F.lli Farina</strong>: @@@@</p>

<p><strong>Degustazione scoperta: </strong></p>

<p>Zecchini: @@@@</p>

<p><em>Aggiornamento</em>: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qEp803tGFs0&feature=related">qualcuno</a> mi ha fatto notare che questa Anteprima sarà l'ultima con <strong>Emilio Fasoletti</strong> <strong>direttore </strong>del Consorzio.</p>

<p>A giugno 2010 se ne va in pensione, dice lui. Immaginare il Consorzio e la Valpolicella vinicola senza di lui è impresa ardua, ci vorranno dei mesi per abituarsi all'idea. Anche perchè la Valpolicella e i suoi vini gli devono tanto: <em>sottotraccia</em> ha fatto negli anni (ben 30!) un lavoro pazientissimo, costante e <em>certosino</em> di costruzione di rapporti tra la zona e gli operatori dei <em>media</em> che è difficile perfino da immaginare, ma che si sta rivelando di un'efficacia <em>vitale</em>.<br />
I successi dell'Amarone sono anche merito suo, e la zona ne beneficerà per gli anni a venire.<br />
Speriamo che gliene venga dato il giusto merito.</p>]]>
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    <title>Il libro, la degustazione, l&apos;Anteprima</title>
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    <published>2010-01-27T10:43:43Z</published>
    <updated>2010-01-27T11:16:32Z</updated>
    
    <summary> Il libro: &quot;Terra, uomini e passioni nel mito del Recioto e dell&apos;Amarone&quot;. Le degustazioni: la prima riguarda una ventina di aziende della Valpolicella Classica e Doc portano in degustazione i loro Amarone della Valpolicella a Villa de Winkels. La...</summary>
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        <name>Lizzy</name>
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        <category term="Ségnati in agenda" />
    
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        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/botte%20Domini%20Veneti.jpg"><img alt="botte Domini Veneti.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/botte Domini Veneti-thumb-350x262.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Il libro: "<em>Terra, uomini e passioni nel mito del Recioto e dell'Amarone".<br />
</em><br />
Le degustazioni: la prima riguarda una ventina di aziende della Valpolicella Classica e Doc portano in degustazione i loro Amarone della Valpolicella a <a href="http://www.villadewinckels.it/">Villa de Winkels</a>.</p>

<p>La seconda; "<em>Territori a confronto</em>", al Park Hotel di Villa Quaranta.</p>

<p>L'Anteprima: quella dell'Amarone.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Il tour degli eventi comincia oggi, presso la <a href="http://www.cantinanegrar.it/">Cantina "Valpolicella" di Negrar</a>: il <strong>libro</strong> che verrà presentato <strong>alle 17</strong> riguarda infatti i primi 75 anni di vita, vini e vicende della più importante cooperativa della Valpolicella Classica, inquadrati nel più ampio contesto della Valpolicella intesa come "<a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2009/10/la_valpolicella_wine_region_of.html"><strong>Wine Region of the Year</strong>".<br />
</a><br />
Un volume in doppia lingua (italiano e inglese), ricchissimo di foto, curiosità, aneddoti, storia, perfino ricette, e scritto a 24 mani. <br />
Dodici infatti sono gli autori, tra cui la sottoscritta e gli amici giornalisti Morello Pecchioli e Guido Montaldo, il prof.Attilio Scienza e il prof.Davide Canteri. </p>

<p>Coordinerà la presentazione il giornalista di Tele Arena Stefano Cantiero.</p>

<p>Sempre <strong>oggi 27 gennaio,</strong> ma dall'altra parte della provincia di Verona e alle 20.30, presso il <a href="http://www.villadewinckels.it/">Ristorante Villa de Winckels</a> di Tregnago si terrà una presentazione di Amarone della Valpolicella di una ventina di aziende, molte delle quali saranno presenti anche all'Anteprima. </p>

<p>Il <strong>28 e 29 gennaio</strong> invece, al <a href="http://www.villaquaranta.com/">Park Hotel Villa Quaranta </a>ci sarà una due-giorni dedicata a cinque diverse realtà: Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Sicilia. <br />
L'idea è quella di mettere a confronto vini che idealmente potrebbero avere un filo rosso comune, come il <strong>Barolo</strong>, il <strong>Nobile di Montepulciano</strong> e l'<strong>Etna Rosso</strong>, da una parte; il <strong>Sagrantino</strong> e l'<strong>Amarone</strong>, l<strong>'Aglianico</strong> ed il <strong>Tempranillo</strong>, dall'altra.</p>

<p>Le aziende coinvolte saranno: <br />
<strong>Azienda Giacomo Fenocchio</strong> (Bussia - Monforte d'Alba); <br />
<strong>Tommasi Viticoltori</strong> (Pedemonte di Valpolicella - Verona); <br />
<strong>Azienda Boscarelli </strong>(Cervognano di Montepulciano); <br />
<strong>Tabarrini</strong> (Montefalco - Perugia); <br />
<strong>Pietro Beconcini</strong> (San Miniato - Pisa); <br />
<strong>Caggiano</strong> (Taurasi); <br />
<strong>Girolamo Russo</strong> (Passopisciaro - Etna - Catania).</p>

<p>E per finire, la degustazione delle degustazioni: quella di <a href="http://www.consorziovalpolicella.it/index.php?option=com_content&task=view&id=224&Itemid=40&lang=it">Anteprima Amarone,</a> presso il Salone Margherita della Fiera di Verona.</p>

<p><strong>Sabato 30 gennaio </strong> dalle ore 16.00 alle 19.00 degustazione per il pubblico con ingresso su invito (a pagamento: 10 Euro)<br />
<strong>Domenica 31</strong> idem, ma dalle 10 alle 18.</p>

<p>Chi non sapeva come far passare questi ultimi giorni di gennaio, ora ha qualche idea.</p>

<p><br />
 <br />
</p>]]>
    </content>
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    <title>Fascette sotto scorta</title>
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    <published>2010-01-23T12:09:55Z</published>
    <updated>2010-01-23T16:25:37Z</updated>
    
    <summary> Sono partite dall&apos;Istituto Poligrafico dello Stato di Roma e sono arrivate sane e salve presso la sede del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella. Ad accompagnarle nella trasferta, una scorta del Corpo Forestale dello Stato. Armata....</summary>
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        <name>Lizzy</name>
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    </author>
    
        <category term="Succede anche questo" />
    
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        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/logoConsorzio.gif"><img alt="logoConsorzio.gif" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/logoConsorzio-thumb-252x250.gif" width="252" height="250" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Sono partite dall'<a href="http://www.ipzs.it/">Istituto Poligrafico dello Stato</a> di Roma e sono arrivate sane e salve presso la sede del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella.</p>

<p>Ad accompagnarle nella trasferta, una <strong>scorta </strong>del Corpo Forestale dello Stato.<br />
<strong>Armata</strong>.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Parliamo delle <strong>fascette di Stato</strong>, quelle che dal<a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/2008/05/se_non_ha_la_fascetta_non_e_pi.html"> luglio 2008</a> devono <em>ornare</em> il collo di tutte le bottiglie di Amarone e Recioto della Valpolicella.</p>

<p>Ancora non portano stampigliata la scritta "DOCG" (ma è solo questione di poco tempo), ma assolvono alla medesima funzione di <strong>controllo</strong> e <strong>tracciabilità</strong>: ogni fascetta infatti ha un numero, riportando il quale sul <a href="http://www.consorziovalpolicella.it/index.php?option=com_tracciabilita&Itemid=92&lang=it">sito del Consorzio </a>si risale immediatamente al produttore o alla ditta imbottigliatrice e al numero di certificato della Camera di Commercio di Verona che ha eseguito le analisi chimico-fisiche e organolettiche del vino in questione.</p>

<p>Ora, richiedere addirittura una scorta armata del Corpo Forestale dello Stato per trasferire circa 6 milioni di fascette da Roma alla Valpolicella può apparire una <em>precauzione</em> po' eccessiva.<br />
In realtà, come ricorda il comandante del CFS <strong>Isidoro Furlan</strong>, che ha coordinato l'operazione, "<em>le fascette della denominazione equivalgono a un sigillo di Stato, e la loro falsificazione rappresenta il massimo della contraffazione</em>".</p>

<p>In altre parole, è come se fossero delle <strong>banconote</strong>.<br />
Non a caso sono stampate su <strong>filigrana</strong>.</p>

<p>Del resto, proprio il Corpo Forestale dello Stato (così come l'ICQ) è spesso alle prese con <em>furbetti</em> italiani ed esteri, fabbricanti e spacciatori di vini falsi. <br />
Non pericolosi per la salute: semplicemente <em>fasulli</em>.<br />
Comuni vini da tavola spacciati per vini di ben maggior pregio come Barolo o Brunello di Montalcino.</p>

<p>Anche l'Amarone, dato il suo costo non piccolo e la notorietà internazionale, è oggetto di continui tentativi di contraffazione: l'ultimo intervento del CFS in ordine di tempo ha avuto come origine Farra Novarese e ha portato alla scoperta di 1 milione 250 mila bottiglie di vino comune venduto nel Nord Europa come "Amarone Doc" (al prezzo <em>improbabilissimo </em>di 3 euro la bottiglia) con tanto di etichetta fasulla, e al sequestro di circa 200 mila etichette contraffatte.</p>

<p>Di questi vini sedicenti Amarone, e in realtà volgari imitazioni a base di <em>blend</em> realizzati con altre uve (normalmente del Sud Italia, magari tagliate con altre francesi) in giro per il mondo, evidentemente, ce n'è sempre. </p>

<p>Un intenditore si accorge subito quando l'Amarone è autentico e quando invece è <em>tarocco</em>: ma all'estero non tutti gli <em>appassionati</em> sono anche <em>preparati</em>. Soprattutto nei paesi del Nord Europa, dove questo prodotto è molto richiesto, il rischio della contraffazione è sempre in agguato.</p>

<p>Per evitare brutte sorprese dunque, non ci resta che ripetere i consigli di sempre:</p>

<p>- leggere sempre bene l'etichetta;<br />
- accertarsi che ci sia la fascetta di Stato;<br />
- diffidare di bottiglie troppo <em>economiche</em>; la realizzazione di un Amarone della Valpolicella è un processo costoso anche per il produttore.<br />
Perciò se la bottiglia finale ha il prezzo di un succo di frutta, una birra o un vino comune... non può essere un <em>vero</em> Amarone della Valpolicella. </p>]]>
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    <title>Making of...Amarone della Valpolicella</title>
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    <published>2010-01-22T15:42:29Z</published>
    <updated>2010-01-22T16:32:38Z</updated>
    
    <summary> Tempo di pigiatura e fermentazioni. Parliamo di grandi vini rossi da uve appassite, naturalmente, i più importanti per Verona ( e non solo): Amarone e Recioto della Valpolicella. Dopo un periodo più o meno lungo di appassimento nei fruttai,...</summary>
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        <category term="Suggestioni" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/grapes%20for%20Amarone.jpg"><img alt="grapes for Amarone.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/grapes for Amarone-thumb-350x262.jpg" width="350" height="262" class="mt-image-none" style="" /></a></span></p>

<p>Tempo di pigiatura e fermentazioni.</p>

<p>Parliamo di <strong>grandi vini rossi da uve appassite,</strong> naturalmente, i più importanti per Verona ( e non solo): <strong>Amarone e Recioto della Valpolicella.</strong></p>

<p>Dopo un periodo più o meno lungo di appassimento nei fruttai, è tempo di procedere con le fasi successive del processo di realizzazione di un Amarone della Valpolicella. <br />
Nello <em>slide show</em> che segue sono riportati alcuni momenti di questo processo, di per se' abbastanza semplice, ma complesso nella gestione e lungo nel tempo. </p>]]>
        <![CDATA[<p><object width="400" height="300"> <param name="flashvars" value="offsite=true&lang=it-it&page_show_url=%2Fphotos%2F41958842%40N08%2Fsets%2F72157623261520798%2Fshow%2F&page_show_back_url=%2Fphotos%2F41958842%40N08%2Fsets%2F72157623261520798%2F&set_id=72157623261520798&jump_to="></param> <param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"></param> <param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&lang=it-it&page_show_url=%2Fphotos%2F41958842%40N08%2Fsets%2F72157623261520798%2Fshow%2F&page_show_back_url=%2Fphotos%2F41958842%40N08%2Fsets%2F72157623261520798%2F&set_id=72157623261520798&jump_to=" width="400" height="300"></embed></object></p>

<p> - Vendemmia manuale (nelle foto: vendemmia 2009 a S.Rocco, Marano di Valpolicella)</p>

<p>- Appassimento</p>

<p>- Selezione delle uve appassite (seguono pigiatura e fermentazione)</p>

<p>- Affinamento in legno</p>

<p>- Imbottigliamento</p>

<p>- Commercializzazione.</p>

<p>Le foto si riferiscono ad un Amarone della Valpolicella della <a href="http://www.cantinanegrar.it/">Cantina di Negrar.</a></p>]]>
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    <title>Il Friuli e il futuro della sua vitivinicoltura</title>
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    <published>2010-01-19T15:45:58Z</published>
    <updated>2010-01-19T15:48:36Z</updated>
    
    <summary> &quot;Quali prospettive per la viticoltura: passato, presente e futuro delle aziende vitivinicole regionali&quot;: questo il tema del convegno tenutosi in questi giorni a Manzano (UD), all&apos;Antico Foledor Boschetti. Moderata da Pierpaolo Penco, direttore &quot;Master in Wine Business&quot; della Mib...</summary>
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        <name>Lizzy</name>
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        <category term="Succede anche questo" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/">
        <![CDATA[<p><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/sedia%20manzano.jpg"><img alt="sedia manzano.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/sedia manzano-thumb-350x466.jpg" width="350" height="466" class="mt-image-none" style="" /></a></span><br />
<strong><br />
"Quali prospettive per la viticoltura: passato, presente e futuro delle aziende vitivinicole regionali":</strong> questo il tema del convegno tenutosi in questi giorni a Manzano (UD), all'Antico Foledor Boschetti.</p>

<p>Moderata da  <a href="http://winebusiness.wordpress.com">Pierpaolo Penco,</a> direttore "Master in Wine Business" della Mib School of Management di Trieste, si è trattato di un'intensa giornata fitta di relazioni tecniche a cura sia di consulenti - come <a href="http://www.nomisma.it/index.php?id=57&L=0">Denis Pantini</a> di <a href="http://www.nomisma.it/">Nomisma </a>- sia di docenti universitari - come <a href="http://http://web.uniud.it/dial/ver_ita/sez_IN/pers_IN/Zironi_R.htm">Roberto Zironi</a></p>]]>
        <![CDATA[<p>Il convegno, affollato di produttori dall'inizio alla fine, ha affrontato anche il tema della <strong>comunicazione del vino </strong>sui media (tradizionali e non), con il coinvolgimento della sottoscritta e di <a href="http://www.aristide.biz">Giampiero Nadali </a>nelle vesti di relatori.</p>

<p>A beneficio di chi non c'era, ecco qui <a href="http://www.fermentidigitali.com/home/2010/1/19/confronto-a-manzano.html">le nostre relazioni</a>. </p>]]>
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