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29.01.08

Rischio di deriva elitaria del mondo biodinamico ?

Questo post merita forse una premessa.
Amo alcuni vini cosiddetti biodinamici e nel contempo ne riscontro quotidianamente i limiti e le imprecisioni, soprattutto quando ti capita di stappare un vino pagato intorno ai 40 euro rifermentato in bottiglia. Sono d'accordo che il mondo del vino così come quello dell'agricoltura tutta, debba guardare con sempre maggiore attenzione alla ricerca del minor impatto ambientale possibile e all'ottenimento del prodotto più sano e qualitativo possibile anche se non disdegno compromessi quando sono in grado di avvicinare nuovi consumatori a vino di qualità e procurarmi gioia del corpo e della mente anche se non appartenenti a questo o quello schieramento filosofico di produzione.

Da diversi giorni sono al lavoro per verificare quante delle aziende selezionate per il nostro quarto meeting decideranno effettivamente di partecipare alla manifestazione. Chi ci segue sa come funziona. Assaggiamo di continuo e quando c'è qualche vino particolarmente piacevole, dall'ottimo qualità / prezzo, eccellente e comunque particolarmente curioso, l'azienda viene per così dire "schedata" per essere poi contattata al momento dell'organizzazione del meeting.

L'altro giorno chiamo Gabrio Bini, produttore di quel Serragghia Bianco, che mi aveva stupito per carattere e ricerca del limite, un prodotto unico, irripetibile, pur con tutti i suoi difetti. Insomma, un vino perfettamente in linea con lo spirito della manifestazione, volta a presentare novità, a volte spiazzanti a volte più rassicuranti ma sempre vini di sicuro interesse.

La telefonata è stata illuminante.
Immediatamente accantonata l'ipotesi di avere il Signor Bini al meeting, la conversazione si è protratta per qualche minuto sul senso della nostra manifestazione e sulle ragioni che impedivano materialmente al signor Bini di parteciparvi. Ragioni che chiaramente rispetto pienamente ma che mi hanno fatto riflettere sull'atteggiamento di chiusura preconcetta di determinati produttori di questa o quella corrente del rivoluzionar-vin-pensiero.

Gli elementi ostativi alla partecipazione sostanzialmente erano due. Da un lato la non ricevibilità di una quota di adesione a copertura delle spese di organizzazione dell'evento, in quanto, come mi ha immediatamente fatto notare il signor Bini, questi normalmente viene semmai pagato per partecipare alle manifestazioni (come relatore ? Come star del vino ?) dall'altro la più totale indisponbilità a partecipare per il sia pur solamente ipotetico rischio di dover presentare i propri vini avendo di fianco un'azienda che potrebbe utilizzare solforosa in vinificazione. Ripeto: l'anche solo ipotetico rischio, nel senso che la chiusura era a prescindere, senza nemmeno sapere chi, cosa, come, tale era l'atteggiamento di chiusura verso chi, dall'esterno, tenta di conoscerlo e divulgarlo questo mondo biodinamico ma senza schierarsi sotto questa o quella etichetta di pensiero o produzione.

Il Signor Bini potrà certamente replicare ed eventualmente meglio argomentare il mio forzosamente conciso riepilogo ma il tono usato, la - almeno percepita - supponenza, la chiusura a prescindere, mi ha trasmesso una sensazione di chiusura talmente tranciante che ho sentito il bisogno di condividerla con voi per capire se sia io particolarmente suscettibile nei confronti di determinate posizioni - che mi danno sempre più fastidio - o se, effettivamente, ci sia da parte di alcuni un atteggiamento siceramente troppo rigido nei confronti del resto del mondo (e "resto del mondo" va dal peggior industriale al mondo fino al piccolo vignaiolo di mestiere - non per gioco - che utilizza piccole dosi di solforosa giusto per garantire il pane alla propria famiglia e non buttare la fatica di 1 anno di lavoro nel cesso nel caso qualcosa vada storto).

Ora, senz'altro siamo di fronte ad un caso isolato ed un singolo produttore non può certo essere rappresentativo di interi movimenti ma il timore che questo tipo di atteggiamento di chiusura globale e ripeto, tranciante, nei confronti di ciò che è "altro" mi preoccupa seriamente perché non è la prima volta che in certi ambienti mi capita di ascoltare posizioni così distanti dal mondo della condivisione e dello scambio, mondo che paradossalmente mi sembra animare in positivo determinate iniziative provenienti da questi ambienti, come per esempio l'ultimo convegno tenutosi a Verona sulla viticoltura biodinamica.

Al di là della nostra manifestazione quindi, che chi segue sa essere rappresentativa di valutazioni operate con la massima obiettività di giudizio sia nei confronti dei grandi che dei piccoli produttori, sia nei confronti di chi è bio o biodinamico sia di chi non lo è, il punto è che questo tipo di chiusura non fa bene al mondo del vino. Chi assume un atteggiamento elitario e professorale come quello qui rappresentato, difficilmente riuscità a trasmettere il valore e la validità delle proprie posizioni oltre il proprio cortile, anche se certamente va tenuto presente che il valore della condivisione potrebbe anche non essere tra le priorità di alcuni. Finché ci si arroccherà su posizioni preconcette e non si lascerà spazio al dibattito e al confronto comunque, difficilmente si potrà pensare di avvicinare un più vasto pubblico ai propri vini che, sono certo, avrebbero invece moltissimo da raccontare.

E allora mi chiedo, che sia voluto - da parte di alcuni - questo arroccamento ? Che alcuni vini siano effettivamente per alcuni e non per tutti e degli altri chissenefrega ? Lo chiedo perché con TigullioVino.it si cerca di andare nella direzione diametralmente opposta, quella dell'informare tutti, senza preconcetti e senza etichette di partito.

18.01.08

California Wines, la nuova rubrica sui vini californiani

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L'ultimo "acquisto" di TigullioVino.it è Maximilian Roher con una rubrica che si occupa dei vini californiani.
Max scrive di vini statunitensi e in particolare californiani dal 2005. Dopo la laurea in architettura, si è innamorato della ricca cultura del vino nel "Golden State" e ha fondato la Max Napa Tours, una piccola società che si propone di far scoprire agli appassionati le aziende vinicole più nascoste e difficili da trovare. Max ci propone un Viaggio attraverso alcune delle migliori cantine della California iniziando con un percorso dedicato allo Zinfandel.

Le registrazioni audio della prima skypecast di Vinix

Ecco - evito di ricopiare il post già scritto altrove - le 12 registrazioni audio della prima Skypecast "carbonara" organizzata da Vinix. Ce n'è per tutti i gusti.

16.01.08

Biologico, biodinamico, trattamenti sistemici, rame, zolfo...

Per chi se lo fosse perso, segnalo un post su vinix che ha raccolto moltissimi commenti, anche molto tecnici, sa parte di produttori di vino e appassionati. Si parla di agricoltura biologica e biodinamica, di trattamenti sanitari in vigneto e di opposte visioni e concezioni di fare vitivinicoltura. A mio avviso molto interessante, per questo ve lo segnalo anche da qui. Sopo tanto, tanto lavoro, finalmente si cominciano a vedere i risultati : produttori di vino che intervengono con assiduità su temi e questioni anche tecniche a loro care. Per me è fonte di grande soddisfazione.

13.01.08

Terroir Vino / Quarta edizione di Tgv Meeting, iniziano i lavori

Ho iniziato la prima parte di lavori relativa all'organizzazione della Quarta Edizione di TigullioVino.it Meeting. E' la fase più lunga, faticosa e importante perché si parte con una sala vuota (molto molto grande quella di quest'anno) che non sai mai, fino in fondo, se sarai riuscito a riempire del tutto e soprattutto con tutto quello che avevi in mente. Quest'anno, al meeting si affianca il nome di Terroir Vino, due parole, una francese ed una italiana, con cui, insieme a Mike Tommasi - mio carissimo amico francese che mi da una grande mano per traghettare eccellenze enoiche anche da fuori Italia - abbiamo voluto enfatizzare il legame stretto tra territori vitivinicoli diversi su un terreno di confronto e dialogo comune, quello della qualità e del rispetto del territorio.

E' sempre grande l'emozione in questo momento : possiamo contare sul grande lavoro di selezione fatto durante l'arco dell'anno (un lavoro lungo, faticoso e completamente gratuito) e sulla certezza di non avervi mai mentito, né quando con gioia ed entusiasmo vi abbiamo parlato bene di un vino, magari non ancora noto, né quando - con educazione e spirito costruttivo - abbiamo messo in evidenza i suoi difetti.
Alla fine di questa prima parte di lavori - intorno alla metà di marzo - la gioia più grande sarà potervi indicare i nomi degli eccellenti protagonisti che porteranno cuore, storie e vini nelle sale di Palazzo Ducale a Genova lunedì 16 giugno 2008.

04.01.08

Ecco di cosa si parlerà lunedì 7 gennaio nella prima skypecast di Vinix

Lunedì 7 gennaio, appuntamento alle ore 18.00 con inizio alle ore 18.15 circa fino alle 21.00 (sempre circa), su skype per la prima skypecast di vinix. In pratica una conversazione vocale gratuita durante la quale professionisti e appassionati interverranno su temi vari da loro scelti in ambito vino, vinix, internet, social network, blog, duepuntozero, ecc. Sono felice che, senza remore e con un semplice invito da parte del sottoscritto, abbiano deciso di partecipare già molte persone provenienti da ambienti e ambiti professionali diversi, dal giornalista all'appassionato, dall'imprenditore al blogger, dal sommelier all'agente di commercio. Uno spaccato quanto più trasversale possibile che attraverso temi differenti consente a chiunque di pilotare il discorso sul tema più caro anziché dover necessariamente intervenire o replicare su un unico tema come di solito accade nelle normali conferenze. Il tutto, credo, a beneficio del lettore, pardon, dell'ascoltatore che potrà assistere ad un confronto a più voci e chiedere di intervenire in tempo reale.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l'ausilio di Vinix, uno strumento in grado di aggregare professionisti e consumatori intorno ad un unico grande tavolo di discussione e confronto.

Per seguire in tempo reale la skypecast ed essere informati su eventuali nuovi interventi in programmazione, potete leggere questo post su come fare a partecipare alla skypecast. Ecco i primi interventi già programmati per lunedì sera dalle 18.00 / 18.15 in poi :


Filippo Ronco
"Un breve riassunto della storia di vinix e i progetti per il futuro"

Pierpaolo Paradisi di Alter Eno
Vinix e il suo impatto sulla nostra attività

Franco Ziliani
Quali vini augurarsi e quali evitare nel 2008

Terence Hughes
Tre problemi (e tre soluzioni) per chi vuole esportare in America

Davide Canina
La comunicazione sul vino oggi. L'importanza dell'informazione sui prodotti di qualità per vincere sulla mediocrità che ci circonda

Fabrizio Ceccato
Vino e internet: l'esperienza di Rexbibendi

Eustachio Cazzorla
Gli autoctoni che cambiano

Cosimo Errede
L'amministratore sensibile. Una figura difficile da trovare tra i meandri della politica.

Andrea Gori, Ristorante Da Burde
La nuova figura del sommelier del prossimo millenio: il sommelier comunicatore (informatico o meno...)

Domenico Sciutteri, Vinisani
Il Vino sano, prima di tutto. Prima di qualsiasi punteggio, classifica, scala di merito, il vino deve essere sano. Da premiare così i produttori, che salvaguardano la salute dei consumatori.


E' possibile prenotarsi con altri interventi inserendo un commento a questo post e indicando il tema sul quale si desidera intervenire.

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Web : www.tigulliovino.it
E-mail : info@tigulliovino.it