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I'm all ears, di Davide Cocco

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Home > Autori > Marketing > Schiscio è bello

Schiscio è bello

I'm all ears

di Davide Cocco

Una vecchia frase, attribuita nel tempo a diversi autori, dice che abbiamo due orecchie e una sola bocca perché dobbiamo ascoltare il doppio di quanto parliamo. È una cosa, questa, che dovrebbero tenere a mente tutte le aziende. Lo sa molto bene Massimo Carraro - di cui vi consiglio di acquistare l’ottimo “Un etto di marketing” - tanto da aver messo in piedi un blog chiamato proprio Aziende con le orecchie, in cui segnala(va) i migliori casi di aziende italiane che si sono messe davvero all’ascolto dei propri consumatori e appassionati attraverso la rete.

Ma perché è così importante l’ascolto?
L’avrete già sentito mille volte, ma forse è utile ripeterlo: il modello di comunicazione è cambiato dopo l’avvento di internet. Si è passati da una comunicazione unidirezionale dalle aziende verso il potenziale cliente, a una comunicazione a due vie, in cui le persone hanno la possibilità di esprimere, e di far conoscere, le proprie opinioni su prodotti e servizi delle aziende. Un focus group (molto) allargato, insomma. E pure gratuito.

Ma l’errore è dietro l’angolo. Se qualcuno pensa di utilizzare la rete con i vecchi meccanismi della carta stampata (con tutto l’amore e il rispetto che ho per la carta stampata) è decisamente fuori strada. La rete non è megafono, ma un’enorme cuffia che ci permette di ascoltare cosa succede al di fuori delle nostre aziende, nel mercato, fra addetti ai lavori, fra appassionati, fra utilizzatori, clienti. Dobbiamo avere tutti l’umiltà e l’intelligenza di ascoltare anche le critiche, e di utilizzarle per migliorarci.

Se non capiamo o non condividiamo questo semplice principio è meglio che dalla rete stiamo ben lontani.

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5 Commenti

Inserito da Alessandra Rossi

il 24 agosto 2010 alle 10:34
#1
Concordo appieno, bella metafora la "megacuffia".
Saluti dal mare maremmanum
Ale

Inserito da Pamela Guerra

il 24 agosto 2010 alle 12:20
#2
Qualcuno ha detto: internet is not (only) a medium.
L'errore fondamentale sta nel credere che i social media siano un altro strumento di comunicazione, un megafono, come hai detto giustamente; vengono utilizzati come media tradizionali, ovvero con lo scopo di diffusione e di comunicazione di un messaggio unidirezionale, anche perché percepiti come canale a basso costo.
Rappresentano invece un ambiente e un modello sociale alternativo.
Tutto questo vociare e questi 'strilli' generano solo confusione e rumore assordante che distrae anche chi vuole ascoltare; il silenzio non è indice di mancanza di qualcosa da dire, ma sinonimo di ascolto e di interesse.
Però quel che succede in rete è esattamente quello che succede ovunque: persone che parlano, parlano e se non riescono a farsi ascoltare alzano la voce: tanti monologhi, pochi dialoghi e sempre più rare le conversazioni. Viviamo in una società privata dei valori sociali, che costituiscono il vero fondamento della rete perché formata da persone.
Pamela

Inserito da Gianni Lovato

il 24 agosto 2010 alle 13:59
#3
Ancora una volta: ben detta, Davide.
Purtroppo diventa difficile ascoltare senza voler metter dentro (ed a volte imporre) due centesimi delle nostre idee.
Ma sto cercando anch'io, come e quando posso, di imparare dai giovani in gamba ad essere "schiscio".
Credo che per me il rapporto parla/ascolta si aggiri sul 1/1.000. Il mio obiettivo è di arrivare ad 1/100.000 (possibilmente prima dell'arrivo dell'Altzheimer's)

Inserito da Gianni Lovato

il 24 agosto 2010 alle 14:02
#4
Errata corrige: intendevo scrivere "Alla mia età purtroppo diventa difficile ascoltare,.... etc."
(mi sà che l'Altzheimer sta già arrivando:-(( )

Inserito da Rinaldo Marcaccio

il 31 agosto 2010 alle 00:50
#5
La mia impressione è che vi sia una diffusa tendenza a porsi come bersaglio dell'attenzione; quando invece sarebbe vantaggioso ai fini della visibilità del soggetto e dell'utilizzo al meglio del potenziale della rete, andarseli anche a cercare i bersagli. Quindi non solo ascoltare, ma anche mettersi in gioco con idee, opinioni, interessi che vadano al di là del recinto aziendale o comunque dei confini circoscritti del soggetto in questione.
Questa tendenza può essere sì retaggio di meccanismi di promozione in uso su altri media, ma probabilmente può forse essere in qualche modo giustificata da oggettive difficoltà di tempo e impegno da profondere per organizzare una partecipazione più mirata su temi specifici.

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