Premio Veronelli: nihil novi
Dico la verità, un po' delusa lo sono. Quando venni a sapere che era stato istituito il Premio Veronelli ero felice. Speravo, avendo conosciuto il grande Gino e avendo avuto la fortuna di lavorare con lui, in qualcosa di rottura. Un premio agli scomodi, un premio controcorrente, come lui sapeva essere. Un premio "spiazzante", come aveva saputo essere fino all'ultimo, quando appoggiò l'insolita follia del Critical Wine nei centri sociali.
Lo capivo, anche se in certi estremismi non lo seguivo. Di formazione filosofica entrambi - "sai figlia, tutti quelli che scrivono di vino dovrebbero essere laureati in filosofia", mi diceva sempre - non sempre mi trovavo d'accordo con lui. E non sempre lui si trovava d'accordo con me. Non vi dico le discussioni sul vino biologico, per esempio, che io sostenevo a spada tratta e lui criticava ferocemente, ma più per una questione nominalista che sostanziale.
Veniamo al premio. Bellissima e assolutamente condivisibile l'idea, anzi doverosa. Un omaggio a colui che ha di fatto iniziato la critica e l'informazione enogastronomica ci voleva. Però, accidenti, quante categorie. E quanti giudici. E quanti premiati. L'esito, fin troppo scontato, non lo capisco. Di emergenti autentici - se con questo termine intendiamo un autore semi-sconosciuto, ma degno di attenzione - non ce n'è uno. Mica è emergente, per fortuna sua, Luca D'Attoma! Riservato, schivo, eccellente enologo, questo sì, lo conosco e lo confermo. Ma non certo sconosciuto, anzi. E mica possono dirsi emergenti anche Licia Granello, Paolo Marchi, Manuela Piancastelli o Raffaele Alajmo...Comunque, al di la' di tutto, quello che mi stride un po' è quel senso, tutto sommato, di politically correct che emerge da questa lista. Mi ricorda tanto gli Oscar del Vino.
Degnissime iniziative entrambe, per carità. Ma Gino Veronelli era un'altra cosa. Era come uno che gira tutto l'anno in sandali o infradito. Quando se ne va, gli dedicano un premio. E chi vanno a premiare? il padrone delle Tod's.
No, Luigi Veronelli era un'altra cosa. Magari avrebbe chiesto di premiare gli scapigliati anarcoidi dei centri sociali, per esempio. Probabilmente non avrei condiviso nemmeno questo.
Però l'avrei capito.