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Articolo georeferenziato
Quando ho incominciato a curare questa rubrica davvero non sapevo come sarebbe stata accolta o se questa figura un po' mitica del Garagista rappresentasse davvero un modello esistente e “materializzabile”. Devo invece dire di essere molto soddisfatto perché grazie ad essa ho scoperto un discreto numero di colleghi appassionati con i quali le discussioni avute fino ad ora sono state interessanti, divertenti e stimolanti per l'accrescimento delle nostre competenze.
Come avrete notato ho sempre puntato a un certo understatement, a non prenderci troppo sul serio, a cominciare dall'uso del termine Garagista, che messo così sembra un po' parente di un pompista di benzina o di un meccanico di autofficina (con tutto il rispetto, naturalmente). Non so bene perché in italiano Garagista suoni così divertente (e mi va bene, l'ho scelto apposta) mentre per i nostri cugini francesi la locuzione “Vins du Garage” indichi una categoria di vini considerati rari, preziosi e oggetto di culto. Per loro l'importante non è dove il vino viene fatto, ma come viene fatto, seguito e coccolato con la cura maniacale che a questi microproduttori è ampiamente riconosciuta.
Il Garagista Dilettante
Non vogliamo certo arrivare a tanto; il movimento garagista francese è comunque composto da produttori a tutti gli effetti, cioè vere e proprie (ancorché piccole) aziende agricole. Il Garagista che abbiamo in mente qui è invece:
a) un puro dilettante
b) produttore di vino senza scopo di lucro
c) privo di partita iva o di aziende agricole alle spalle
Nondimeno ne rivendico fortemente la dignità e la capacità di realizzare vini veri, autentici e pure buoni.
Assunta questa consapevolezza, mi sono domandato perché non provare con un piccolo sforzo a fare un altro passo avanti, a metterci in gioco, insomma a non suonarcela e raccontarcela solo tra di noi ed è bastato farne cenno a Filippo Ronco - l’editore di questo sito - perché raccogliesse immediatamente l’idea ed entusiasticamente mi proponesse subito di coinvolgervi seriamente in occasione della due giorni che ogni anno organizza a Genova.
L’idea di un contest per garagisti dilettanti
L’idea è la seguente: creare un momento annuale di confronto e scambio in quella che in Italia si configura come la manifestazione delle relazioni e del confronto aperto tra professionisti e appassionati con forte impronta webbarola: Terroir Vino e Vinix Unplugged.
Ogni garagista dilettante che lo voglia potrà sottoporre un campione del proprio vino annata 2009 in assaggio alla Commissione degustatrice di TigullioVino che selezionerà i migliori. Ai garagisti in erba selezionati sarà proposto di partecipare personalmente alla Cena di Vinix Unplugged (il 6 giugno 2010, il giorno prima di TerroirVino) dove tutti i blogger, produttori ed altri operatori e amici prenotati potranno assaggiarli e decretare il vincitore per “acclamazione”.
Al migliore - e agli altri selezionati da TigullioVino se il vincitore vorrà condividerlo con loro - Filippo ha deciso di riservare il giorno successivo alla cena uno spazio espositivo gratuito a Terroir Vino con l'onore e l'onere di affrontare, insieme ai produttori veri, il giudizio del pubblico, presenziando al banchetto di assaggio e proponendo il vino suo e degli altri finalisti.
Per la miglior organizzazione possibile, abbiamo previsto alcuni paletti:
Il mio interesse per il vino è cosa relativamente recente. Risalgono a ottobre 2001 i miei primi due post per chiedere informazioni sul...
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Ultimi Commenti
Inserito da Gianni Lovato
il 25 novembre 2009 alle 13:21Da parte mia, purtroppo, potro' solo fare lo spettatore alla lontana e mandarvi un paio di parole di incoraggiamento. Percio', comer al solito:
FORZA ITALIANI!